comune destino di Nietzsche e di un papa.

Chi non ama il pensiero di Nietzsche si sofferma volentieri sulla sua patologia cerebrale. Così pare accada oggi anche per un papa. Idee troppo scomode, allora ci si sofferma volentieri su un presunto tumore al cervello.

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meno scrivo, meglio è
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9 risposte a comune destino di Nietzsche e di un papa.

  1. kalosf ha detto:

    …ovviamente….

  2. diegod56 ha detto:

    certo caro kalosf, è un ragionamento abbastanza ovvio, quasi scontato, anche se occorre distinguere fra chi approfitta coscientemente dell’evento per i suoi scopi di propaganda e chi invece prova un sollievo quasi inconsapevole, istintivo, come una morsa morale che allenta la presa

  3. poetella ha detto:

    veramente a me, (indegnamente) sembra che a volte dica cose di una banalità intollerabile…
    Comunque… parere mio…

    • diegod56 ha detto:

      su certe questioni, è la posizione tradizionale della chiesa e capisco, anch’io non le condivido, ma su altre questioni come il problema della finanza, della profonda ingiustizia sociale, nonchè dello sfruttamento delle risorse del pianeta, esprime posizioni avanzate decisamente «no global», al riguardo è da leggere l’enciclica «laudato sì»

      il tuo parere è sempre graditissimo cara L.

      • poetella ha detto:

        dovrei parlare a lungo… e non ne ho né il tempo, né la voglia. Ma le “… posizioni avanzate decisamente «no global»” a me sembrano di un banale torno a dire insopportabile. Cose che dicono anche le donnette al mercato. E dirle…non costa e soprattutto non serve proprio a niente.
        Basta. Scappo. Meglio.

        • diegod56 ha detto:

          in effetti il rischio del «parlare al vento» non è banale, però io penso che un papa quando fa delle affermazioni queste hanno, o almeno dovrebbero avere, un peso per i cristiani, almeno in quelli sinceri; e il fastidio degli ambienti reazionari del mondo cattolico sono una controprova del peso che certe parole possono avere; detto questo, speriamo bene

  4. Pasquale ha detto:

    Non mi occupo del papa, per nessun motivo. È una macchietta simpatica in talune occasioni, sì bacchetta i potenti da potente. I potenti hanno lunghi baffi da arricciarsi.
    Il secondo peraltro fu curato, anche da Binswanger per quella che allora veniva chiamata dementia. Psicosi, paranoia etc. erano termini a venire. Le ipotesi cliniche organiciste, di sifilide terziaria e altre, in mancanza di dati, furono molte, si ipotizzò un angioma retrorbitale peraltro allora non diagnosticabile oggettivamente. Fu colpito da ictus, questo sì, mi pare due volte e alla fine morì, semi paralizzato. Bataille di lui disse, È normale impazzire per uno che si sia incarnato uomo. Nonostante il male continuò a lavorare, cioè a pensare. Non vedo pertanto la relazione con un grosso parroco argentino.

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