doppio movimento

La conoscenza autentica di qualcosa sta nel viverla, nell’esserne attraversati. Ogni conoscenza profonda non è che lo stupore per qualcosa, qualcuno, che lasciato dentro di te la sua impronta, che ti ha plasmato, cambiato. E al tempo stesso non è possibile conoscere se non c’è un ritrovare, un disvelare ciò che, in forma chiusa, già albergava in te. Sono due gli accadimenti che maggiormente s’adattano a questo doppio movimento: la musica e il profumo, l’odore. Il battito di tamburi e cembali dei coribanti, nel profumo intenso di mediterranei arbusti accompagna la prima sapienza. Corpo e danza, questa è la nostra sfrenata, lontana e vicina essenza. Rileggere Giorgio Colli, un consiglio da amico.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in ironia culturale. Contrassegna il permalink.

15 risposte a doppio movimento

  1. poetella ha detto:

    grazie per il consiglio…
    Tra l’altro, per rileggerlo, dovrei averlo letto.
    Grave carenza di poetella, autodidatta in filosofia.
    Gran brutto Liceo, l’Artistico. Io non so se nei nuovi programmi di quel tipo di Liceo sia previsto oggi lo studio della Filosofia. Quando lo frequentai io, no.

    Grave, gravissim carenza…
    Quello che s’impara a quell’età si trattiene, di solito…

    é Poetella ha dovuto “arricchirsi” da sola… dopo… mollica a mopllica… Rubando di qua e di là.
    Con poco metodo e personalissimo criterio…
    Questa tesserina le mancava, assieme a tante altre.
    Provvederà ad applicarsi nel completare l’interminabile mosaico…
    Grazie ancora, Diego!

  2. Sara ha detto:

    Arrivai in facolta’nel 1990, c’era ancora tanto di lui.
    Campioni teneva il corso di Filosofia Contemporanea e per mesi tenne lezioni sul lavoro di Colli e Montinari. Noi eravamo ragazzi, volevamo che ci parlasse di Nietzsche e invece il professore ci teneva lezioni sul loro studio sui testi che furono pubblicati per Adelpi.

    • diegod56 ha detto:

      il lavoro di Colli su Nietzsche so che è fondamentale, anche se ovviamente io sono un conoscitore dilettante e lacunoso, cara Sara

  3. Pasquale ha detto:

    Ahi ahi Diego, una volta tanto non sono tanto d’accordo; per lo meno occorre intendersi sul senso di viverla quella qualcosa: o si rischia di fare dell’empiria un criterio assoluto del sapere e che abbatte tutto il pensiero antico. Un aroma una frasetta di Vinteuil è poco se non produce la Recherche. Tutti hanno un naso, tranne gli anosmici, e tutti 2 orecchie, anche gli stonati, qualsiasi ragazzina ti può dire delle sue profonde emozioni, cioè nel senso, di non più di qualche millimetro di profondità ma… La letteratura allora, che lo so bene tu non ami o poco, tutto macero? Tolstoji non vide Austerlitz né l’incendio di Mosca e Anna Kerenina non era sua cugina. I promessi sposi… sono un’esperienza. Qualcuno mise un pollo sulla finestra in inverno ed esperì che congelava. Bella scoperta per i futuri fabbricanti di congelatori e i responsabili delle morgues, non dico di no but es gibt modus in rebus. Oh Eraclito allora? Ciò che affermi riguarda da vicinissimo gli attori. Occorre essere(stati) violentati, arrestati, messi in capo a un astronave, aver fatto gli agenti del MI6 etc. per recitare in altrettante situazioni e nei ruoli che esse possono suggerire, occorre? Il neorealismo suggeriva di sì; ma la napoletana Sofia Loren mai vide un marocchine in faccia prima della CIociare, né ebbe modo di assaggiarne i modi rudi. La quaestio non è oziosa, da anni mi sento fare domande che interrogano in tal senso dalle studente; gli studenti sono più teste di legno e pensano di non avere bisogno di pensare ma appunto di fare; come Renzi. E dunque? No, la risposta è no, non c’è bisogno di subire o avere per essere. Non faccio qui la lezione sul come, ma il come c’è eccome. Ci sono in noi, con l’esclusione degli uomini politici di oggi, più cose di quelle che gli umani, pochi, credono. Sai che sono affine a Hillman. E il nostro(?) Nietzsche amava le passeggiate e il cibo sano ( lü el diseva inscì) ma fece una vita di spietato aforismo. Delle sue verdure miste nulla è rimasto. Infine con il criterio dell’esperienza la terapia della parola non esisterebbe. Lo psicotico non sperimenta l’allucinazione nei fatti, il delirio lo vediamo noi da fuori, egli lo crea, è linguaggio. A meno che tu non sia di quelli che non credono alla parola. Ma solo agli agiti. (Peraltro per la cabala ogni parola è un vivo che muta ed è Ding, non flatus) Mi spiegai? Cari saluti P.

    p.s. messaggio personale: mi sddoloro per il periodo che stai vivendo, io ho già dato da un pezzo; ma ti sarei vicino anche senza sapere di sale.

    • diegod56 ha detto:

      la tua riflessione è molto interessante, come sempre caro Pasquale, e preziosa, anche, non so davvero se sono all’altezza di quel che scrivi tu

      p.s., non è mia mamma, già andata in età giovanile, ma è molto vicina

  4. diegod56 ha detto:

    scusa caro Pasquale, ma anche la parola fa parte delle esperienze, ed è evidente che l’emozione di leggere Sofocle è un evento reale, e il linguaggio lacanianamente ci crea, lo dicono anche gli attuali guru delle neuroscienze

    di hillman ho letto un libro sulla vecchiaia: bello, ma in fondo un po’ scoperte dell’acqua calda, secondo me

    • dascola ha detto:

      Ah ah caro Bruschi, lei deve studiare di più, lei non puo trascurarmi l’Hillman, scusi, se torna io le do 30; altrimenti le do 23 e le abbasso la media. Cosa decide?

      p.s. Certo che la parola è esperienza; le parole sono cose diverse dalle cose. Siamo d’accordo.

      • diegod56 ha detto:

        grande pasquale, ho troppi libri che dovrei rileggere per capirli meglio

        va benissimo il 23, caro pasquale, io sono in genere sopravvalutato, penso come suono: a orecchio

  5. diegod56 ha detto:

    pasquale carissimo, aggiungo una cosa: che servono gli amici coltissimi come te e il grande filosofo etneo, se non per sapere l’essenziale senza doversi legger tutto? io mi fido, mi fido in toto

    • dascola ha detto:

      Rischi molto a fidarti “in tonto”, as I am, vabbè….
      E buffo costituire un cenacolo senza nemmeno essersi visti. Ma piacevole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...