La materia e la forma [Ecce puer]

eccepuermiafoto

Medardo Rosso, Ecce puer

La foto, attraverso il vetro della teca, e improvvisata col cellulare, non è degna della grandezza di quest’opera, però è mia.

Finalmente ho visto dal vero questa scultura così suggestiva. La stessa «Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi» è un luogo notevole, nata e concepita per la collezione che ospita. La luce, fattore essenziale, linfa della stessa esperienza visiva, è quella solare, proviene dal soffitto. Attratto dal desiderio d’accostarmi ad alcuni quadri di Telemaco Signorini, artista per me di grande suggestione, ho incontrato, inatteso (non sapevo fosse lì custodito) l’«Ecce puer» di Medardo Rosso. La forma e la materia rappresi nel divenire. La materia è ancora preponderante, la forma emerge, ma molto di quel che emerge non è davvero emerso, è il nostro sguardo, è la nostra mente a vedere, scaturisce prima in noi che nello spazio reale, la figura. L’ambiguità dell’apparizione, in quel momento di confine in cui la materia è ancora materia e la forma sta appena emergendo. Fermare questa tensione, è come scandagliare nel profondo della nostra mente, nella sua sete di vedere e conferire significato. Un’opera d’arte è grande quando sa narrare un confine, quando implica molto di quel che non si vede, e permette dunque un vedere denso, ubriacante, profondamente umano.

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meno scrivo, meglio è
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