una vittoria inutile

In Grecia una sinistra orgogliosa di esserlo ha vinto le elezioni. Ma in pratica non è in grado di apportare alcun cambiamento radicale al modo di produrre, al massimo dall’economia che uccide citata dal Papa passiamo ad un’economia che uccide ma col senso di colpa. La pòlis non esiste più, è solo un diagramma sul computer di qualche operatore di borsa.

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meno scrivo, meglio è
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8 risposte a una vittoria inutile

  1. redpoz ha detto:

    Diego, io ammetto di esser stato scettico sul programma di Syriza e sulle possibilità di realizzarlo sin dai primi momenti.
    Non sono dunque stupito di quanto accaduto. Anche se spero la situazione possa evolvere per il meglio.
    La mia impressione era che i dati di fatto, il contesto economico-istituzionale, non permettessero di divagare molto dalle politiche precedenti e che, di conseguenza, alcune proposte di Syriza fossero, diciamo così, azzardate…

    L’intelligenza politica sta anche nel capire i propri limiti e quelli delle proprie proposte e, dunque, di trovare il compromesso migliore.
    Confido che Tsipras sia in grado di farlo.

    • diegod56 ha detto:

      hai ragione, caro red, però mi domando, buon red, ma una sinistra che sia davvero radicale, il contesto economico lo deve cambiare, questa è la sua missione, anche se dovesse costare molto, moltissimo anche in termini drammaticamente concreti; certo, è un contesto difficilissimo, chi governa deve far le paghe per lo meno degli statali a fine mese, ma sono convinto che da questa spirale, da questa tela di ragno della politica asservita alla contabilità si possa uscire solo con eventi scomodissimi, per nulla carezzevoli verso le pigre plebi che sperano col semplice voto di cambiare qualcosa

      • redpoz ha detto:

        Ok riguardo gli eventi scomodissimi e la necessità di uscire da questa situazione.
        L’unico limite che porrei è: a) eventi scomodi ma non violenti; b) che la via d’uscita sia di maggiore beneficio per i cittadini rispetto alla situazione di partenza.
        Dico questo, specie il punto b), perché ho il timore che in Grecia, come in Italia, la via d’uscita rischi d’essere un comodo ritorno alle care, vecchie, cattive abitudini invece di alcuni passi verso una maggiore correttezza cui ci spinge (male) l’Europa.
        E ci spinge molto male.

        • diegod56 ha detto:

          Sicuramente vi sono nicchie corporative che sfruttano l’odio verso la finanza per giustificare i propri privilegi, questo accade anche in Italia, già Gramsci metteva in guardia verso le «aristocrazie operaie»; ma questo è un altro problema, nel senso che una quota di «furbi» la trovi anche dalla parte giusta della barricata

  2. Forse ha fatto troppe promesse che non ha potuto mantenere.

  3. popof1955 ha detto:

    Proprio stasera ci pensavo mentre tornavo a casa da lavoro ed in macchina ascoltavo la radio con gli indici di borsa che vanno su e giù a dispetto di chi va a lavorare tutti i santi giorni, con i rendimenti beni di lusso alle stelle e gli enti statali che non trovano acquirenti per gli immobili immessi sul mercato e tante tante altre cose, con un clima di sfiducia generalizzato verso tutto ciò che potrebbe valere veramente qualcosa.

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