stereofonia, stereotipia

In fondo un musicista napoletano ha più difficoltà di un musicista emiliano o ligure a essere considerato un musicista e basta, perchè in qualche modo la napoletanità influisce nel giudizio e l’amore «casalingo» è spesso avvolgente, caldo, totale, possessivo, insomma Daniele come Maradona.

E anche noi ascoltatori «nordici» abbiamo spesso un mito nostro, antropologico, sottilmente razzista (parola eccessiva, ma è per spiegarmi), il musicista del sud  ci pare più autentico, più intriso di solarità, ed è il rovescio del razzismo dei giornali locali che quando un rapinatore è di Biella lo chiamano rapinatore e basta, se è di Napoli scrivono «rapinatore napoletano».

Bisogna ascoltare la musica, sentire la musica e non occuparsi in eccesso della biografia dell’artista, perchè a volte indossi delle cuffie non stereofoniche, ma stereotipiche.

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meno scrivo, meglio è
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5 risposte a stereofonia, stereotipia

  1. redpoz ha detto:

    Assolutamente d’accordo.
    Ma forse, forse, vale anche un inverso della medaglia: ho come l’impressione che al nord dimentichiamo l’origine geografica (nelle cose positive, come la musica) non solo perché ci sentiamo più “universali”, ma anche perché in qualche modo abbiamo paura delle nostre radici. Non le lasciamo esprimere, le nascondiamo.

    • diegod56 ha detto:

      caro Red, penso che il rapporto fra l’ascolto di una musica e la conoscenza che l’ascoltatore ha dei legami fra la musica e il suo territorio è sempre complesso

      ci sono aspetti storici e sociali che è un bene conoscere (penso alle belle musiche di Eugenio Bennato e la storia e le vicende dei briganti) ma nel contempo ascoltare un musicista senza preconcetti o comode categorizzazioni

    • diegod56 ha detto:

      In effetti una musica del «nord» è difficile da inquadrare, in genere si va per filoni: genovese, emiliano, milanese, legati a situazioni particolari (penso a Jannacci e a tutto il mondo milanese legato anche al cabaret)

  2. L’appartenenza territoriale ha certamente molta importanza, ma i veri artisti sanno essere universali.

    • diegod56 ha detto:

      sì, Princy carissima, è come voler spiegare Verdi solo con la sua terra, cui certo era legatissimo, ma la sua musica è appunto universale

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