le Dodici Righe di Eugenio

Al giro di boa del capodanno, la mia barca solcherà cigolando il mare delle 59 primavere. Molto di quel che siamo rimane intagliato nei legni dalle ferite e dai piaceri quel tempo speciale, fra i venti e trent’anni. Il tempo dell’amore, dell’impeto ubriacante della giovinezza. Molto di quel tempo lo ritrovi nel simpatico volumetto dei racconti di Eugenio Curatola. Non c’è solo questo, ma procediamo con ordine. Il titolo «Dodici Righe» rispecchia la scelta rigorosa e giocosa nel contempo di pre-stabilire la lunghezza dei racconti. Esercizio utile, utilissimo, giovevole non poco allo stile. La brevità, il canone come un filtro, un setaccio che obbliga a scartare il superfluo, a non sprecare spazio, a chiarire a se stessi, nell’atto di scrivere, ciò che conta davvero. I racconti nascono per il web e sul web è d’obbligo esser brevi per essere letti, ma questa brevità poi funziona anche sulla pagina di carta. La brevità impreziosisce sempre.

Eugenio narra con sottile autoironia il dialogo con se stesso, il suo «tirare le somme» su un accadimento. La vicenda, ben narrata in efficaci dettagli d’ambiente, sapore, suono, è come vista attraverso la griglia di un racconto parallelo, la propria esperienza intima fatta di incertezza, spesso dei «non detti» che stanno sotto e che tanto hanno pesato, a volte sconosciuti alla «lei» che ne era inconsapevole oggetto.

Molto importanti le ambientazioni, quella doppia natura dei luoghi, che hanno una loro oggettività e nel contempo un posto essenziale nel paesaggio interiore, nella pregnanza dei ricordi. Esempio esatto di questo concetto, riporto per intero il racconto dal titolo «Blocco».

Tiro calci ai sassi lungo questa strada che ho percorso per molto tempo. Ogni calcio un ricordo, ogni sasso una foto in mente. Questa strada che ho visto assolata, coperta di foglie di alberi secchi o in fiore, così come difficile da percorrere con la neve. Quattro stagioni in un solo attimo. Ecco che davanti a me c’è l’ingresso della biblioteca e delle facoltà. In quel panorama mancava un piccolo blocco. Un blocco che cercavo perché era quello dove andavo a trovare lei mentre progettava case e altro. A orari umani e meno – come quando andai all’una di notte per accompagnarla a casa. Era il nostro ritrovo a lume di lampada Ikea che rendeva romantico anche il suo tavolo in acciaio. Una strana tristezza mi pervade ora che quel blocco è stato distrutto. Non era sicuramente una bella struttura, ma era perfettamente in armonia con l’architettura dei miei ricordi che ora vagano confusi, mentre mi rimetto in cammino tra sassi e stagioni.

Eugenio cesella e scrive con cura, pesca nel magma ribollente dell’anima e poi fa raffreddare, ricompone, rifinisce, toglie il superfluo. Sa scrivere, e si legge volentieri.

Eugenio Curatola
Dodici Righe
Sensoinverso, 2014
pp. 96

 

 

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meno scrivo, meglio è
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9 risposte a le Dodici Righe di Eugenio

  1. Curi ha detto:

    Grazie di cuore diego, anche qui te lo dico e dovrai sorbirti i miei ringrazamenti per sempre ;)

  2. Curi ha detto:

    L’ha ribloggato su dodicirighee ha commentato:
    Tanti di voi mi hanno lasciato il loro pensiero. Tutti quanti sono entrati nel mio cuore, tutti quanti hanno ricevuto la mia attenzione e sono scolpiti nella mia memoria. Non ho fatto una discriminazione o selezione, potevo anche non giustificarmi o non motivarlo. Ho semplicemente deciso che questo pensiero di diego56 andasse ribloggato su dodicirighe. I vostri commenti, pensieri, suggerimenti e parole sono sempre con me, nessun rancore spero per questa scelta :) Grazie diego56!

  3. Tramedispensieri ha detto:

    Eh eh eh…le dodici righe han varcato il mare e ora attende il turno…non vedo l’ora di leggerlo.

    Ciao Diego
    Buone feste! Auguri

    .marta

    • diegod56 ha detto:

      buone feste, cara Trame, quando lo avrai letto, sarò contento se passi di qui a dirmi che ne pensi, oppure il racconto che ti è piaciuto di più

  4. cisco e basta ha detto:

    Quell amore che è fatto e costruito anche in luoghi…quelle azioni giornaliere che sembrano anche stupide..ma che fanno da quadro ad una coppia..come me…quando passo per i portoni di ex…:) quando poi le trovi mancanti o modificate ti senti quasi perso..ed è li che capisci…è tempo di cambiare!! un abbraccio EU…dal Mare..dove anche se percorri miglia su miglia..l azzurro resta tale…e la sua presenza non manchera mai!! :)

  5. ciscoebasta ha detto:

    I quadri non son completi senza un contorno….:) un amore è fatto soprattutto di elementi!! quando si modificano è allora che anche tu devi cambiare!!
    Nel mare però…tutto resta invariato…dal Giappone all America…camminando per Ovest :) tutto resta e resterà immutato…l’amore eterno non è fatto di cemento :) ciaooo EU un abbraccio e BUONISSIME FESTE dal tuo amico di mare ;)

    • Curi ha detto:

      Ciao ciccio! ho appena visto i tuoi commenti! Grazie mille di cuore ;) si cambia, come le cose cambiano, i ricordi restano intatti per quanto possiamo ;)
      un abbraccio!

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