per M.A.

Non ti conosco da molti anni. Quattro inverni fa, le prime parole per le scale. Bello l’attico su all’ultimo piano, molto adatto per due artisti, la musica e il cielo per me vanno sempre d’accordo. Le prime parole e subito dal prudente «buon giorno» sono stati discorsi sul profondo. Sentivi che amavo i tuoi pensieri, il tuo stile, la tua elegante modestia. Un uomo impastato d’anima, sempre troppo breve la conversazione, rispetto al paesaggio immenso che avevi dentro. Forse quella pianura vasta del tuo Veneto. Forse sapevi che non avevi molto tempo, ancora. E quel poco che mi hai regalato, era preziosissimo. Non ti dimenticherò, caro M.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a per M.A.

  1. poetella ha detto:

    non mi piace cliccare Like.
    ma è bello avere questi ricordi.
    Brutto che siano ormai ricordi.

  2. Julo d. ha detto:

    Qu’importe demain la distance
    Si j’ai laissé un peu de moi
    Peu ou beaucoup, quelle importance
    On ne mesure pas son émoi (*)

    Penso che ti abbia lasciato, a dispetto (o forse a causa) del poco tempo e delle poche parole, moltissimo.

    Pace e benedizione
    Julo d.

    (*) Je vous emporte dans mon coeur – Gilles Servat

  3. Prof. Woland ha detto:

    Caro Diego,
    nel palazzo in cui abito c’era una vecchia signora. I condomini dicevano che era un po’ picchiatella e forse per questo nessuno la frequentava. Un giorno – lei mi aveva salutato con un sorriso timido – mi fermai a parlare e dopo qualche convenevole le chiesi se potevo farle visita. Accettò imbarazzata. La sua casa era piena di libri. Era una insegnante di lettere in pensione da molti anni. Vedova e senza figli era sola al mondo. Ho avuto la fortuna di poterla frequentare per qualche mese. Era una donna coltissima, intelligente e affettuosa. Le ho voluto bene e lei ne volle a me. Se ne andò, in punta di piedi, senza salutare. Mi aveva donato pensieri delicati, mi lasciò il suo ricordo, e un libro di Virgilio. Abitiamo vicino ad una chiesa e lei, atea, interrompeva compunta il nostro discorso quando suonavano le campane: ora i loro rintocchi me la rammentano ogni volta.

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