considerazioni sul male

Ricordo molto bene quando, da bambino, uscivo col cuore lieve dalla chiesa, dopo aver confessato i miei peccati. Secondo me il senso di colpa del peccato è, nella realtà, una grande consolazione, il più geniale espediente per sopportare l’angoscia ineludibile del vivere. Attribuire il male alla nostra imperfezione, considerarlo una giusta punizione per il nostro agire, ce lo rende sopportabile. Pensare di non avere colpe ci rende inaudita e bruciante ogni manifestazione del male, inutile e insensato ogni dolore. Ricordo bene, da bambino, come non soffrivo quando ero punito per qualcosa che avevo fatto, e come invece soffrivo quando ero punito ingiustamente, magari per uno sbaglio del maestro. Il dolore, il male, ci fa soffrire se ci pare gratuito, se ci pare un dado scagliato sul panno che scrutina il numero crudele. Quindi, meglio pensare che sia colpa nostra, o quantomeno del primo uomo. Certo molto male lo compie l’uomo, ma il dolore innocente è insopportabile, meglio inventarci che sia una giusta punizione. C’è anche molto di meraviglioso nel vivere e soprattutto nel vivere vicini, fratelli, amici, per cui probabilmente il nucleo del messaggio di Cristo è quello: amore fra noi e verso questo bellissimo pianeta. Ma il male, è una ferita che puoi sopportare, ma non certo chiudere e guarire una volta per tutte.

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meno scrivo, meglio è
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