quel qualcuno

Il verbo esistere condensa già in sè tutto il problema. Quando io penso che esisto, chi è che lo pensa? Prima di pensarci (di esistere) esistevo sì o no? Se penso che esisto perchè esiste un corpo che porta il mio nome, non ho pensato tutto. Non ho incluso quel qualcuno, o qualcosa, o intrico strano, che pensa «io esisto». È un crocevia, un intreccio, ma il problema si condensa tutto lì.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a quel qualcuno

  1. popof1955 ha detto:

    Visto che penso, che riesco a tessere in qualche modo i tanti fili di luce presente, di ricordi passati, si ipotesi future …tutta questa matassa che porto a spasso, possibile che sia così inutile e che non esista in quanto prima o poi non esisterò più?

    • diegod56 ha detto:

      questa matassa non è inutile, caro popof, perchè questa matassa sei tu, senza di essa non saresti vivo; in particolare proprio quei fili, quei nessi fra passato e futuro, l’essere tempo che così ben descrive l’amico Prof. Biuso

  2. poetella ha detto:

    ma dai!
    Fossero tutti questi, i problemi!

  3. Grazia Bruschi ha detto:

    grumo di tempo incarnato con coscienza di sè (Biuso docet)

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