ormai ogni ottobre

Genova così muore. Ormai ogni ottobre in Liguria è un mese di disastri. Il cielo, violentato dalle emissioni dei combustibili fossili, diventa una minaccia tanto cupa quanto prevista. Occorre un cambio radicale di civiltà.

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meno scrivo, meglio è
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13 risposte a ormai ogni ottobre

  1. tramedipensieri ha detto:

    Siamo in ritardissimo.

  2. Julo d. ha detto:

    E non dimentichiamo anche i letti dei fiumi e dei torrenti ridotti e intubati per costruire case, la terra ricoperta di cemento e asfalto che quindi non può assorbire la pioggia, le colline abbandonate e non più ‘curate’ e così il terreno frana.
    Il temporale che quando eravamo piccoli al massimo allagava una cantina, adesso spazza via una città.
    In Italia ce ne siamo sempre fregati del territorio (è il progresso, baby) e adesso ne paghiamo le conseguenze. Chi non vuole guardare né pensare al di là del proprio naso, prima o poi quello stesso naso se lo spacca per terra.

    Pace e benedizione
    Julo
    E buon week-end, speriamo per voi liguri un po’ più asciutto.

  3. Sara ha detto:

    Io vorrei sapere quanto sono vere le “bombe d’acqua”, perché mi sembrano una scusa buona per accettare con fatalità rassegnata queste disgrazie.

  4. LorenzoC ha detto:

    Balle. Ma che apocalisse ma che cambio di civiltà. Si tratta di qualcosa di molto ma molto più semplice, mettere una pala in mano alle migliaia di dipendenti pubblici e prendere a calci in culo tutti quelli che hanno un dovere e una responsiabilità, anche minimi e non li esercitano. Dai vigili urbani e gli assessori dei Comuni in su. Facile stare in un ufficetto a passare le carte, quando e se hai voglia, tanto nessuno ti può dire be. Facile farsi eleggere e “amministrare” tanto poi nessuno ti viene a chiedere conto di cosa hai fatto o non hai fatto.

    Riassumendo, pala e calci in culo.

    Non lo dico in senso “giustizialista”, lo dico in senso “aziendale”. Basta con la Cosa Pubblica come mammella da cui ciucciare il latte e basta.

  5. LorenzoC ha detto:

    L’unico modo che conosco per risolvere problemi complessi è suddividerli in problemi semplici e risolverli uno alla volta. Pretendere di tirare fuori la formula di Einstein e oplà hai risolto tutto in una volta significa chiacchierare e non fare nulla.

    Ci sono mille mila aziende partecipate, enti, ministeri, organismi, corpi di polizia e poi ci sono mille mila leggi e leggine. Risultato: nessuno ha la responsabilità reale su alcunchè. Qualsiasi cosa capiti, dal bilancio in perdita alla strage, nessuno viene mai chiamato a risponderne.

    Invece bisogna che ognuno, a fronte dello stipendio che gli viene elargito non solo stia seduto alla scrivania ma sia chiamato a rispondere di quello che fa o non fa. Cosi come non ha senso che nelle Forze di Polizia la maggior parte sia addetta a lavori d’ufficio, cose che dovrebbero essere o automatizzate o affidate ad altri.

    Alla fine siamo sempre al solito punto e cioè l’impiego statale e la l’incarico di rappresentante come vincita alla lotteria, soldi elargiti senza costrutto.

    • diegod56 ha detto:

      belin lorènso (saluto alla genovese),
      sei capitato in un blog pieno di statali, meridionali, comunisti, cattocomunisti, vegetariani, e, summa iniuria, iuventini,
      fatti coraggio dai

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