fratello ricordati che

Oggi pare sia difficile morire. Il confine fra morte e vita si è dilatato in un’oscena terra di nessuno. Le macchine, seppur utilissime e benedette in molti casi, possono diventare una condanna al non morire. Oggi, nel lugubre asettico dei reparti della morte sospesa, il monaco incontrandoti non direbbe più «fratello ricordati che devi morire», bensì, assai più terribile potrebbe ammonire: «fratello, ricordati che non puoi morire».

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
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9 risposte a fratello ricordati che

  1. poetella ha detto:

    carissimo, ti ho mandato l’invito per accedere al mio blog, ora privato.
    ma mi sa che ho sbagliato qualcosa. Comunque, al primo accesso al mio blog ti verrà proposto di inviare richiesta di lettura ed io accetterò, ovviamente.
    Ti aspetto
    Lucia

  2. Per questo, io che vivo grazie ad una macchina, voglio avere assoluta libertà di scegliere, come e quando morire.

  3. silvia ha detto:

    lo zio di una mia amica malato terminale in preda a sofferenze che sembravano non finire mai -perchè il dolore dilata il tempo- disse, in dialetto:
    “si fa fatica a nascere, ma si fa più fatica ancora a morire”

  4. Prof. Woland ha detto:

    Caro Diego,
    sospetto un’evenienza ancor più grave: il monaco (ma esistono ancora i monaci?) non direbbe ‘fratello‘.

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