ripartire

È dalle sensazioni semplici che occorre ripartire. Dal tatto, dall’olfatto, dal contatto non mediato attraverso uno schermo (sia nel senso letterale che ampio del termine). Ripensarci come creature concrete, pulsanti, vive, che amano e cercano la relazione diretta, genuina, non delegata. Non si puo’ vivere di tutto un corredo di merci preconfezionate, non possiamo essere solo l’ultimo anello della distribuzione, il consumatore finale che in realtà consuma se stesso, il proprio tempo, il proprio senso. Dobbiamo tornare a essere vivi, faticosamente vivi. Dobbiamo riscoprire il piacere di stare assieme senza pagare il biglietto, senza l’obbligo di uno svago che è solo consumo, spettacolo idiota. Lo strato vero dell’umano forse c’è ancora, non deve farci paura. Certo, la morte camuffata da vita ci ha quasi ghermito, ma non è detto, a volte riemerge, fresca e imprevista, una nuova consapevolezza. Forse.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a ripartire

  1. Prof. Woland ha detto:

    Caro Diego,
    ripartire dall’amore (in tutte le accezioni del termine).
    Una bellissima poesia della poetessa bulgara Blaga Dimitrova (Bjala Slatina, 2 gennaio 1922 – Sofia, 2 maggio 2003), può esserne l’immagine.

    FELICITÀ

    Nel fondo di questa notte
    la tenebra mi potrebbe soffocare
    se accanto a me non ci fosse lui –
    finestra aperta, illuminata
    da cui prendere il respiro.

    1966

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