lava più bianco

«Preparò il terreno alle grandi campagne pubblicitarie successive con un’azione mirata di direct marketing. In effetti, un errore classico che fanno spesso i marketing manager è quello di non assicurarsi di aver “solidificato” l’immagine della marca presso il pubblico prima di passare alla comunicazione di massa. Il direct marketing  poi, viene concepito (e usato) tutt’al più per vendere direttamente. In questo caso, invece, si fece un uso avanzatissimo dello strumento rivolgendosi agli opinion makers, ovvero coloro che sono in grado di condizionare l’opinione di un grande numero di persone. Un lavoro di questo genere permise di stabilizzare l’immagine della marca e preparò proficuamente il terreno all’advertising» (pag. 98)

Leggendo queste righe si potrebbe supporre che l’oggetto sia l’analisi di una buona campagna per il lancio d’un prodotto. Se ne leggono tante. Del resto i libri sul marketing abbondano e rappresentano spesso un vero affare per chi li pubblica, un po’ meno per chi li compra. Ma proseguendo la lettura possiamo renderci conto che ci si riferisce ad una campagna molto particolare, forse la più importante della storia del marketing stesso.

«Paolo dunque indirizzò i suoi mailing a sette forti gruppi di opinione (i Tessalonicesi, i Corinzi, i Galati, i Romani, i Filippesi, gli Efesini, i Colossesi) […] Paolo fu a tutti gli effetti il primo guru della pubblicità postale» (pag. 98)

E Paolo introdusse per primo anche la pubblicità comparativa.

«Non gli mancarono occasioni per stabilire il primato del cristianesimo come Marca, declassando l’ebraismo ad una sorta di sottomarca che ha fallito quasi ingannando i consumatori (“la legge infatti non ha portato nulla alla perfezione e si ha invece l’introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale ci avviciniamo a Dio”, Eb 7, 19)» (pag. 99)

Queste citazioni provengono da un curioso ed intelligente libretto, edito da Minimum Fax: «Gesù lava più bianco» di Bruno Ballardini. Non gioiscano troppo, ora,  gli amici atei in agguato nelle mie pagine: non è un libro contro la religione, contro il cristianesimo, contro la fede. L’oggetto vero sono le strategie raffinate del marketing del nostro tempo, laddove il prodotto viene venduto non per quello che è, per quel che davvero contiene, ma per l’aura mistica che lo avvolge. In questi giorni c’è il lancio del nuovo apparecchio Apple, e tutto si regge sull’idea che sia unico, che sia il «vero» eccelso e grandissima importanza risiede nella fede dell’acquirente, nel suo sentimento di amore, gratitudine, appartenenza. L’aspetto curioso di questi prodotti è che ogni volta vogliono apparire l’assoluto, il definitivo, anche se poi, inesorabilmente, arriverà un altro modello, unico anche lui, in una rincorsa senza fine (finchè il pianeta non collassa).

Il testo poi entra anche nel merito della questione religiosa, analizzando le diverse, antitetiche strategie di comunicazione degli ultimi tre pontefici, e il tentativo, sempre più difficile, da parte della Chiesa di essere davvero universale. Emerge una certa simpatia per Bergoglio, che condivido. Ma il vero nucleo del testo è raccontare il marketing, nel parallelo fra quello dei secoli dei secoli, e quello sempre più ossessivo dei nostri giorni. Nella parola di Gesù, tolto il marketing, rimane qualcosa di importante (nonostante la Chiesa e i suoi errori/orrori). Nella paccottiglia tecnologicamente avanzata, tolto il marketing, non c’è nulla.

Una nota di merito, la grafica della copertina: geniale.

Bruno Ballardini
Gesù lava più bianco
ovvero come la Chiesa inventò il marketing
Minimum fax, 2014
pag. 220

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4 risposte a lava più bianco

  1. tramedipensieri ha detto:

    Interessante, molto. in effetti vediamo i social…han iniziato alla chetichella e ora si son rivela pagine piene di pubblicità dove ogni tanto si legge qualche link, per dire….
    Forse l’inizio non era in quest’ottica (…) ma la fine lo é di sicuro!

    Siamo consumatori. Le persone sono rimaste indietro.

    • diegod56 ha detto:

      sicuramente, cara trame, il web è un terreno nuovo ma molto importante, oggi, per quella «preparazione del terreno» che anticipa il lancio di un prodotto

  2. lector ha detto:

    Qui un mio modesto contributo. Oltre a quello che ho scritto nel post del link, anch’io sono sempre stato convinto che Paolo fosse un autentico genio del marketing ante-litteram.

    • diegod56 ha detto:

      mi pare perfettamente in tema questo contributo, buon lector

      sicuramente Paolo è stato un grande e capace comunicatore, di qui l’attenzione di un esperto di comunicazione come il Ballardini

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