Respirare

lagoelaborato2

In alto, sul lago. Matita, rielaborazione con Adobe PSD, 2014; disegno esclusivo per il blog.

Respirare. Per quanto si parta con l’intento un po’ intellettualistico di leggere in pace e pensare, t’accorgi che seppur meritevole il proposito è ancora troppo urbano, troppo evento di cultura e non di natura. In alto, sull’audace sperone erboso, nella quiete t’accorgi che stai, finalmente, respirando. O meglio, è il corpo, il sangue, la pelle, che respirano in prodigiosa osmosi con l’ossigeno dell’aria. Un fatto normale, banale? Quanto è sciocco non sentirne la meraviglia. Il corpo prende possesso e la mente, per rara intuizione, capisce d’esser solo un sofisticato congegno, ancella e non padrona. Ho respirato, e in un solo respiro profondo c’è molta più vita che in mille parole. Respirare, è già tutto.

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meno scrivo, meglio è
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12 risposte a Respirare

  1. Prof. Woland ha detto:

    Bellissimo il disegno caro Diego. Complimenti.

  2. Biuso ha detto:

    Caro Diego, io credo che tu dovresti dipingere con sistematicità ed esporre, molto più di tanti altri artisti che lo fanno per professione.
    Se ti può incoraggiare, sono pronto a scrivere il testo di presentazione per una tua mostra :-)

  3. mariella1953 ha detto:

    È bellissimo questo disegno!
    Complimenti e buona serata!

  4. diegod56 ha detto:

    caro Prof. W., caro Alberto, cara mariella53, siete molto gentili e accomunati in una evidente sopravvalutazione

    Alberto carissimo, dovesse accadere (ma credo di no), terrò conto della tua promessa, so che un autentico figlio dell’Etna la mantiene ad ogni costo

  5. Pasquale D'Ascola ha detto:

    Sottoscrivo l’opinione di Alberto; al posto tuo dipingerei per sistema per il sistema in sé. Alzarsi e dipingere. Se ti aiuta ti traduco a memoria l’affermazione di uno che bene o male, è stato un grande, benché non deceduto, Franco Zeffirelli. MI disse un giorno, durante le prove di Otello nel 1977 dopo cristo, Guarda non avessi il disegno sarei perduto, io mi sveglio e disegno, chi sa disegnare è un uomo fortunato, se piango, disegno e mi passa.

    In quegli anni andai a vedere una mostra estemporanea di disegni di P.L.Pizzi, già al vertice di una sopravvalutata carriera, ma tanto ben remunerata, di scenografo e, diociscampi, di regista. Ma avresti dovuto vedere i suoi disegni. Non avrebbe fatto la fortuna che ha fatto con quelli, ma dire che erano belli è niente dire.

    Vedi io faccio lo scrittore, non guadagnerò, non credo, e creperò come sono adesso, povero, anzi un nuovo povero, leggo ogni tanto nella stampa di regime che si dice così, ma scrivere è un dovere per chi ne possiede il dono, come pensare. Nemmeno Alberto verrà remunerato per il suo pensare, non segue un’onda come i traduttor de’ traduttor d’omero nel reame della critica, dove chiunque scriva di un altro è lodato come genio, so di che parlo. Chi fa da sé le sue barchette di carta, riscuote al massimo il plauso di 25 lettori. Ma oggi di 25 ci si deve accontentare. Fosse contemporaneo Tolstoj, mica credere che avrebbe dieci ristampe in cinque mesi, fidati. Con ciò avere speranze e ambizioni non è vietato. Ricordarsi però che sono i renzi e i faletti che hanno fortuna oggi più di ieri.

    Chicchina: molti anni fa un editor anonimo della Feltrinelli, ribattè a macchina con qualche errore il Gattopardo e lo mandò sotto falso nome alla propria azienda. Fu respinto con la solita lettera di cortesia, in cui gli annunciavano che il tema e lo stile pur lodevoli non erano in linea con etc etc…
    L’uomo prese poi, anonimo sempre, una copia del Gattopardo e la inviò in regalo alla redazione.

    È tutto.
    Ma dimmi su che lago sei. Mica sarà il Lecco? E grazie per il like di ieri.

    • diegod56 ha detto:

      Sulla questione del disegno come forma di benessere spirituale (pessima espressione, ma è per capirsi) sono d’accordo, nel senso che si prova, a disegno concluso, la percezione che è bello vivere, per questo. Comunque è probabile che io tenda ad amare moltissimo l’esser sconosciuto, o meglio conosciuto a pochi, selezionati, amici (non selezionati da me, che non sono degno di loro, ma selezionati da se stessi, dal loro gusto a leggermi); io sono decisamente per «poca brigata, vita beata»; il lago in questione è il Garda, ma nella sua parte nord, lato Brescia, sugli strapiombi di Tremosine, che tanto ricordano anche le Cinque Terre. Sono tornato qui nel golfo dei poeti, e sono nel mio ufficetto, all’ultimo piano. Barchette bellissime le vostre.

  6. lector ha detto:

    Condivido le opinioni già ottimamente espresse dagli altri amici commentatori sulla bellezza del tuo disegno. Sul testo che l’accompagna aggiungo solo che, come disse una volta il grande Massimo Catalano, respirare fra i pini e gli eucalipti piuttosto che nel parcheggio del centro commerciale è meglio.

    • diegod56 ha detto:

      grazie, grande lector

      ti dirò che a volte i luoghi turistici sono così ingolfati di macchine che respiro meglio in un ampio e ben tenuto centro commerciale (ma stavolta non è stato così, per fortuna)

  7. Pasquale D'Ascola ha detto:

    Ti avrei detto di passare a trovarmi Diego. Avessi saputo. Io non mi muovo da qui, ho tutto quello che mi interessa, montagne e acqua.

  8. Prof. Woland ha detto:

    Caro Pasquale D’Ascola,
    ricordiamo anche che Il Gattopardo fu rifiutato da Mondadori e da Einaudi. Fu Elio Vittorini a bocciare il testo.

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