non voglio libri per me

In certi siti dove si vendono i libri, è presente la curiosa funzione per cui «se leggi questo» allora potrebbe «piacerti quest’altro». Certo, anche il libraio ti consiglia, ma qui l’algoritmo è scientifico. Profilo, la loro passione. Ma non è la strada buona, la strada giusta. Pensa come sarebbe stupido un sentiero che si torcesse all’umore dell’escursionista. La strada giusta è fatta di salite e sudore, di radure improvvise, di soddisfazione d’affacciarsi al contrafforte e vedere, inatteso, il mare. Così è con le letture. Letture troppo adatte, cucite addosso al lettore, rapidamente sono la guaina aderente del «genere». Non voglio libri per me, voglio libri contro di me, da cui uscire nuovo, e respirare. La lettura facile è la morte della lettura.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a non voglio libri per me

  1. Biuso ha detto:

    Sta qui, nelle tue limpide parole, la differenza tra un corpomente e un algoritmo, la differenza tra una macchina stupida -per quanto raffinata nelle procedure- e un umano che pensa. E che pensa saggiamente.

    • diegod56 ha detto:

      grazie caro Alberto, certo un umano che pensa liberamente comincia ad esser un’eccezione, o almeno questo è il rischio

  2. lector ha detto:

    Perfettamente d’accordo. Solo nel confronto dialettico c’è crescita. Quant’è esaltante scoprire in un libro cose alle quali non avevi mai pensato, nuovi percorsi, più vasti orizzonti.

  3. mariella1953 ha detto:

    I siti delle case editrici online sono vampireschi! anche solo in base alla navigazione nel sito ti propongono acquisti e ti inseriscono in un profilo di lettore…questo non mi piace
    credo che in questo modo si possono permettere di fare sconti notevoli rispetto al libraio sotto casa….

    Diversificare le letture,conoscere nuovi autori ,avventurarsi in generi diversi dal solito fa bene alla lettura

    Buona domenica di nuvole a ponente….!

  4. diegod56 ha detto:

    caro lector e cara mariella53, mi pare siamo in sintonia su quel concetto

  5. Pasquale D'Ascola ha detto:

    Terra terra…so bene di affermare l’ovvio e che si tratta di una banalità sesquipedale la mia, ma tale quale il titolo di marketing con cui si sala il brodo d’incultura, non so altrimenti come definirlo, che in modo impeccabile descrivi, Diego. E pensare che solo 40 anni fa non era ancora così. Che un libro era non un oggetto ma forse un uomo; che non c’erano legioni di scrittori, a parte i generali in pensione, né si vendevano bancali e bancali di commissari e marescialli. Che Simenon era ancora uno dei più grandi scrittori. Oggi si piange un canterino attore. Andrà sempre peggio fino all’estinzione della parola; cito Cèline, Rigodon-Folio-1961 pag.20
    – Pillez Brunetière! il a tout dit! …Il a dit que la littérature , toute serait dévorée!
    -Mai par qui Maître?
    -Par les charlatans!

    Per chi non fosse pratico della lingua:

    -Sfogliate Brunetière (→)! Ha detto tutto! …Che la letteratura, tutta sarà divorata!
    -Ma da chi Maestro?
    -Dai ciarlatani !

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