quando un esodato torna ad Itaca

Secondo me cosa si intenda per «complesso di Telemaco» il giovine statista fiorentino non l’ha ben compreso, o forse, anch’essa possibile evenienza visto l’interesse che provo alle sue perorazioni, non ho compreso io cosa intendesse dire. Ma dell’enfant prodige non voglio discorrere, in queste pagine, seppur modeste, ci piacciono gli argomenti seri. Torniamo alla questione del padre. In effetti molti psicoanalisti (anche uno che conosco io perchè andiamo dallo stesso barbiere, che non è poi molto diverso dall’andare dallo stesso psicoanalista) rilevano che ai giovini d’oggi manca il padre, manca quella figura su cui modellarsi, su cui misurarsi, su cui costruire, anche per opposizione e differenza, la propria identità. È il padre dei maschi, in particolare, ad essere evanescente, giacchè le femmine si modellano di più (sia in imitazione che in opposizione) con la madre. Io credo che ciò accada per una asincronia, per una sfasatura temporale legata alla produzione, al mondo del lavoro. Non credo molto alla psicoanalisi ma parecchio alle evoluzioni dei rapporti di produzione, chiamatelo marxismo se vi pare, tanto io non mi offendo mai. Quando il mio nonno entrò a lavorare nella grande fabbrica, agli inizi del ’900, essere un provetto operaio era una grande ricchezza. Aver acquisito la capacità di lavorare il metallo, aver acquisito quella robusta esperienza ai mille segreti della metallurgia, gli rese facile lavorare e insegnare a lavorare. L’evoluzione tecnologica avanzava in sincronia con l’avvicendarsi delle generazioni, diciamo per esser schematici che un lavoro appreso era buono per circa 40 anni. Oggi due sono i fattori mutati: il lavoro appreso invecchia rapidissimamente e il sapere legato al lavoro conta sempre meno. Oggi un uomo di 50 anni, se non è protetto da qualche garanzia giuridica, non vale niente, non conta niente, la sua esperienza è solo una saccoccia di ricordi importanti per lui ma di nessun valore per il dio del mercato. E allora, i padri, in queste condizioni, in questo essere carnaccia da rottamare, come puoi pretendere che siano autorevoli per i figli? I giovani assorbono come spugne lo spirito del loro tempo, e il loro babbo, quel signore patetico e un po’ pelato, come puo’ esercitare la forza di Ulisse? Quando un esodato torna ad Itaca, non è travestito da straccione, ma lo è proprio e Telemaco, ovviamente, con la casa invasa dai Proci della finanza moderna, è destinato alla sconfitta. Speriamo in Penelope, ma questo vedremo un’altra volta.

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meno scrivo, meglio è
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9 risposte a quando un esodato torna ad Itaca

  1. Biuso ha detto:

    Condivido per intero, caro Diego, la tua saggia e concreta riflessione. Hai giustamente capovolto l’affermazione di Renzi e soprattutto hai trasformato in qualcosa di serio uno spunto del tutto stravagante.

    • diegod56 ha detto:

      grazie caro Alberto, al di là anche della questione «politica», secondo te, come professore di lettere classiche, non ha il Renzi travisato il senso del significato della figura di Telemaco?

  2. Biuso ha detto:

    Per quello che ne ho sentito, sì, lo ha completamente travisato. Naturalmente non c’è da sorprendersi. Le figure omeriche rappresentano simboli ancestrali e insieme perenni, figure molto complesse e plurali. Telemaco è (anche) la compresenza di continuità e scarto rispetto al padre, di successione e autonomia, di identità e differenza. Telemaco si specchia in Odisseo e Odisseo in lui. Non sono né in conflitto né in simbiosi, né in dipendenza né in rivolta. Sono differenti nella comune identità biologica, ctonia, sacra. E anche per questo possono convergere, rimanendo irriducibilmente identici/diversi l’uno rispetto all’altro.
    Trasformare tutto questo in slogan politico, o anche soltanto utilizzarlo, è un poco meschino. Ci sono tanti altri modi di comunicare ciò che si vuole dire.

  3. lector ha detto:

    Forse, voleva dire “generazione telematica”, ma ha letto male il copione che gli avevano preparato, oppure c’era un errore di battitura, oppure gli era caduta una caccoletta secca proprio sopra la fatidica parola confondendolo, oppure … le spiegazioni possono essere molteplici e variegate.

  4. diegod56 ha detto:

    «Forse, voleva dire “generazione telematica”, ma ha letto male il copione che gli avevano preparato, oppure c’era un errore di battitura»

    una spiegazione da cui traspare una profonda stima, direi, vecchio mio

  5. popof1955 ha detto:

    Nell’atto finale dell’Odissea Telemaco si unisce al padre per uccidere i Proci in forza del potere esercitato, con quell’atto sconfigge il suo “complesso” di non esserne degno del regno.
    Che Renzi pensi ad una generazione guerriera?

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