transito

In fondo è sempre la prima volta di qualcosa. Anche diventare vecchio è una novità. I giorni si assomigliano fra loro, eppure non siamo mai definitivamente qualcosa, qualcuno. Sempre stiamo attraversando, in questo mutare incessante, slittare inesorabile. Meglio così, a ben pensarci, sarebbe insopportabile essere immobili, come coleotteri nella formalina. È bello tutto quel che ho vissuto, ma la dolcezza stà nella fragranza del ricordo e nella fresca brezza dell’idea di futuro. È danza, è risuonare dei coribanti, è profumo di arbusti sulla riva scoscesa, è bello vivere se accetti d’essere un transito leggero.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a transito

  1. tramedipensieri ha detto:

    Questo pensiero che vivi\senti è molto bello.

  2. vetrocolato ha detto:

    Di coleotteri non so, ma vivo. Immobile.

  3. Filippo Scuderi ha detto:

    La cosa migliore e pensare che i momenti pesanti che oggi affrontiamo diventano leggeri con l’età che avanza, dobbiamo mettere l’amore prima di tutto, la buona volontà, che consiste anche nel mettere da mangiare nella ciotola del proprio cane, dobbiamo cercare di vivere senza la rabbia che ci portiamo dentro, rabbia per tutto quello che sentiamo, trasformare l’odio iniziale in amore, non è cosa facile e certe volte e pura utopia, alle volte non si chiariscono discussioni con chi conosciamo perché pensiamo prima deve chiamare lui e l’altro pensa l’ho stesso e tanti motivi futili diventano veri macigni prima di essere distrutti, i pregiudizi il volere a tutti costi ragione, certe volte ci fa allontanare di molto il bello che c’è nel vivere il quotidiano, la vita piccoli traguardi raggiunti di volta in volta, ma viviamo il tutto come quando ci troviamo seduti in salotto con delle cuffie e ascoltiamo della musica che ci rilassa, anche con un buon libro, abbracciamo di più le persone che ci stanno vicino anche senza dire nulla perché certe volte è meglio abbracciare e stare in silenzio con una persona a te cara che discutere di qualcosa che magari non viene sentita , figuriamoci ascoltata, se facciamo una carezza a una persona e come se la facessimo a noi stessi, perché alla fine gli altri siamo noi.

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