quel fuori registro

«Esistere significa in gran parte accumulare memorie. […] Non si tratta soltanto della capacità di conservare le informazioni acquisite ed elaborate, da poter poi utilizzare ogni volta che sia necessario. Tale capacità può descrivere la funzione della memoria ma la sua struttura coincide, di fatto, con la stessa mente come coagulo dei vissuti temporali. Tanto è vero che una delle caratteristiche della memoria è la sua dimensione dinamica, creativa, continuamente rinnovata. I ricordi, infatti, non rimangono sempre identici dal momento della loro creazione ma cangiano di continuo indebolendosi, dissolvendosi, rafforzandosi, mutando significato e persino contenuto.» (A. G. Biuso, da qui)

Come dire: per raccontare davvero un po’ bisogna mentire, perché quello scarto, quel fuori registro fra come sono andate davvero le cose e come noi le raccontiamo è, probabilmente, la più profonda verità di noi stessi. Solo un po’ bugiardi, siamo sinceri. Ovviamente un inchino a Proust.

 

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meno scrivo, meglio è
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