bici nera da donna

Ferro, asfalto, ruggine. Si incrociano, nello stesso tormentato esausto spazio, la ferrovia, il ponte dell’autostrada e un altro viadotto, parallelo alla costa. Il mare non si vede, è vicino come metri, lontano come atmosfera. Da un lato la fabbrica grande, dall’altro le piccole e medie officine. Un bar, di quelli senza falsa eleganza, dove entrano solo operai. Fra le paratie rugginose e un mostruoso traliccio la mia corsa in bicicletta. Vecchia bici nera da donna, sembra impossibile che davvero possa filare così, abbastanza facile, incurante della sua ruggine. Eppure è un grande senso di libertà, quest’aria fresca, queste folate improvvise e soprattutto le lievi saette di pioggia sulle guance. Il ferro, la ruggine, il vetro, l’odore d’officina, il cielo spezzato dalle sciabolate dei ponti, mi piacciono. Mi piace tutto quello che essendo duramente e senza vergogna antropico è meno falso, non ambisce ad esser venduto, a compiacere. Amo il ferro, forse la famiglia di fabbri livornesi del mio nonno, m’ha lasciato un cromosoma estetico. Ancora due pedalate e sono a casa, grazie vecchia bici nera, da donna. Tu capisci dove mi piace andare.

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meno scrivo, meglio è
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Una risposta a bici nera da donna

  1. Sara ha detto:

    A pensarci bene è anche la bici più chic che si possa immaginare.

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