fra uomini

Quanto tempo, vecchio mio, da quelle primavere immense del dopoguerra. Andavi a ballare con la bici e la molletta per fissare i pantaloni, quelli buoni del giorno di festa. Esplodeva la voglia d’amore della giovinezza, e sognavi, studiando alle serali, il diploma e forse un giorno essere capo ufficina. Quanto tempo, vecchio mio, da quelle primavere di fine anni ’50, quando tornavi a casa e la tuta aveva il profumo del ferro e del carbone. Mi guardavi e pensavi: questo bimbo non puzzerà di limatura di ferro, studierà e sarà un’altra vita. Quanto tempo ancora, di queste ultime primavere, potrai raccontarmi di quel tempo felice ed io, ormai anziano anch’io, potrò chiederti scusa: non sono diventato quel che speravi tu. Prezioso questo nostro ultimo tempo assieme, fatto anche di silenzi perchè fra uomini, si parla col silenzio. Quanto tempo, vecchio mio.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a fra uomini

  1. lector ha detto:

    Accidenti a te, mi hai fatto piangere. Non mi succedeva da secoli.

  2. Bello. In questo periodo sono molto sensibile all’argomento.

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