naturale e culturale, il superamento

Il capitano G.L. era un comandante di navi mercantili. Non naviga più da molti anni. Ogni tanto, la domenica mattina, ci salutiamo sotto ai portici, nei pressi dell’edicola, al limitare dei giardini. Stavolta niente storie di mare o della vecchia Spezia, mi parla delle valvole. Ne ha due o tre, impiantate nel petto, e permettono al suo vecchio cuore di pompare ancora, al suo corpo di vivere, ai suoi ricordi di farsi ancora racconto. Sono anche abbastanza costose, tiene a precisare, le sue valvole (prova quasi una lieve colpa che le usino per un uomo della sua età). Eppure questo evento del tutto comune, un cuore umano con le sue valvole artificiali, sarebbe apparso una fantasia, un prodigio impossibile della tecnica, anche solo cento anni fa. Artificiali, le valvole. Questo aggettivo è meno scontato e definitivo di quanto non sembri, almeno alla lettura d’un agile volumetto: «Storia e destino» di Aldo Schiavone. La nozione stessa di artificialità, secondo questo studioso, è calibrata su un confine, una demarcazione destinata, nella vicenda dell’umana specie, a divenire sempre più incerta, fino al suo definitivo superamento. Gli incrementi sempre più accelerati delle tecnologie porteranno ad una condizione umana sganciata dall’evoluzione darwiniana e totalmente innestata nell’evoluzione tecnica. L’accelerazione del processo è evidente, partendo da creature già inequivocabilmente umane come i neandertaliani, passa dall’ordine delle centinaia di migliaia di anni alle decine di migliaia (questo si osserva con gli uomini di Cro-Magnon), fino alle soglie dell’epoca storica. Nei ultimi diecimila anni poi (un tempo istantaneo rispetto al tempo profondo dell’universo) si assiste ad un’esplosione inarrestabile. In effetti basta pensare quel che comporta l’invenzione dell’agricoltura e la capacità di forgiare i metalli. Ma questo è niente, rispetto agli ultimi due secoli, con l’impulso della rivoluzione industriale all’evoluzione tecnica. Tutto questo per giungere ai nostri giorni dove, secondo Schiavone, ci si sta preparando ad un salto qualitativo ulteriore, ad un nuovo modo di essere «umani». In realtà la tecnica già da tempo esercita una continua retroazione sui processi della selezione naturale e un esempio paradigmatico è l’invenzione degli antibiotici: individui che in passato non sarebbero sopravvissuti alle infezioni possono vivere a lungo e trasmettere il corredo cromosomico, quindi la capacità tecnica diviene, dunque, il vero discriminante selettivo. Tutto comunque si gioca sul concetto stesso di artificialità, destinato ad essere superato.

«Quella in cui stamo entrando sarà la rivoluzione dell’informatica e della biologia. Per ora, i due percorsi procedono ancora relativamente separati: l’informatica, verso ciò che gli esperti chiamano “intelligenza artificiale” o “non biologica” e, più in prospettiva, verso i computer quantistici; la biologia verso il controllo e la replica in laboratorio dei meccanismi evolutivi del vivente. Da un certo punto in poi, le due strade si unificheranno a un livello che già qualcuno chiama “bioconvergenza”: la nuova alleanza fra intelligenza umana e non biologica. E sarà allora che avremo davvero sfondato la soglia, e saremo entrati nella “Singolarità” che ci aspetta. I primi passi verso il contatto sono già stati compiuti: vi sono luoghi in cui da anni si cominciano a costruire “neurochip” che collegano neuroni biologici e circuiti elettronici. […] Quando la saldatura sarà completata, i suoi esiti ci avranno proiettato oltre i confini che la nostra storia evolutiva ci ha consentito finora di raggiungere. Saremo cioè, propriamente, oltre la specie, in una dimensione non più “naturale” ma interamente “culturale” dell’umano, in grado di aprire prospettive che oggi facciamo fatica anche solo a intravedere.» (p. 68)

Immagino che chiunque legga queste considerazioni si ponga anche dei problemi. E l’autore se li pone. La disegualianza di accesso alle tecnologie puo’ comportare delle disegualianze sociali ancor più radicali e spaventose di quelle attuali. L’incapacità della politica di governare i processi e di normare in modo efficace ciò che è in tumultuosa evoluzione già la vediamo adesso, mostra già ora una situazione di affanno e smarrimento. Eppure secondo Schiavone non c’è scelta, l’innovazione tecnologica non è un percorso che diverge dalla natura umana, ma è la natura umana stessa. L’unico auspicio è la costruzione d’una nuova etica lontana dal pregiudizio ma saldamente ancorata alla ragione umana.

«Non c’è che da accettarlo: la rivoluzione tecnologica richiede una parallela rivoluzione concettuale nel modo di pensare noi stessi. L’idea che il nostro corpo sia solo una figura della transizione, che puo’ non avere nulla a che fare con la nostra identità “umana”, diventerà presto familiare.» (p. 73)

Il punto di vista esposto in questo denso e breve libro è interessante e foriero di feconde riflessioni. Per parte mia non sono convinto che alla fine andrà a finir bene, tutta la faccenda (il pianeta collasserà). E se siamo umani, non siamo solo conoscenza, siamo soprattutto portatori d’emozioni e di errori. Credo che la sola conoscenza tecnica, anche se fondamentale, non possa fare a meno d’una riflessione pacata, antica ma per nulla superata,  inventata in Grecia più o meno nel VI secolo a.C. Ancora oggi la chiamano Filosofia.

Non son questioni facili e definite. Il capitano G.L., nei suoi racconti intinge nel passato dei ricordi, ma certamente quelle valvole prodigiose ci avvertono che il futuro, con le sue ambiguità e le sue promesse, non lo possiamo certo ignorare.

Aldo Schiavone
Storia e destino
Einaudi, 2007
pag. 110

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
Questa voce è stata pubblicata in suggerimenti e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...