Ganci, catene, fornaci, e insieme corpi

Capita di poter ammirare un’opera, giustamente, famosa.

terniguttuso

Renato Guttuso, Acciaierie di Terni, 1949 Olio su carta intelata 231×146

Niente cielo, niente paesaggio, e neppure niente di domestico, di piccolo mondo umano. L’acciaieria è il tempio della fatica, del calore, dei fumi roventi, del lavoro duro. Eppure c’è energia potente d’epica bellezza. Ganci, catene, fornaci, tubi e insieme corpi, figure umane, sagome nella luce, braccia tese nello sforzo, nel grido. Certo non manca la sapienza cromatica. Ocra, bruno, giallo, lampi di bianco. Le fabbriche, specie quelle così epiche laddove fonde il metallo, sono pervase di bellezza speciale. In mitologia ci ricordano Vulcano, il fabbro degli dei. Quegli uomini, quei corpi, sono richiami alla consapevolezza: l’arte non sfugge dalla macchina degli eventi, ma se ne innamora. Quegli uomini, quei corpi, hanno perso da tempo la partita con l’astuzia pervasiva dell’inganno/finanza. Ma nell’epica della buona arte, rimangono, e vincono almeno la contesa della bellezza.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a Ganci, catene, fornaci, e insieme corpi

  1. Bellissimo quadro, ottimo post!

  2. redpoz ha detto:

    mai visto, grazie della segnalazione

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