anche non troppo bene

L’invenzione del grammofono e delle tecnologie che hanno consentito l’emanazione della musica dal congegno senza la presenza del musicante ha innestato la grande diffusione democratica della musica. Per converso ha avviato un processo inarrestabile di minor diffusione del «dover suonare». Non era un male che, in ogni casa borghese, vi fosse un pianoforte e almeno una persona che lo suonasse. La musica suonata assieme, anche non troppo bene, è comunque un gesto che accomuna. Nella musica c’è dentro, sempre e comunque, qualcosa dell’umano arcaico, della gioia istintiva ed anche inspiegabile di essere al mondo. Oggi, c’è nostalgia del suonare perfino nella passione per il vinile, che ritorna. Per forza: anche appoggiare quella testina, con cautela, sul disco nero e lucido che gira, è sempre molto meglio che il gelido download.

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meno scrivo, meglio è
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4 risposte a anche non troppo bene

  1. Io non riesco a vedere un’opera in tv: non riesco a scinderla dal palcoscenico.

    • diegod56 ha detto:

      in effetti, cara Princy, la TV rende davvero poco l’effetto «presenza» che fa gustare l’opera, mentre puo’ andare per una singola romanza, magari nel contesto di un documentario; l’opera ha proprio bisogno del suo naturale «luogo»

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