farci compagnia

Queste folate di vento fresco, che hanno scavalcato in fretta montagne e colline per giungere qui, quasi a riva. Attimi, come attimi sono quei riflessi dal mare, negli intervalli fra i palazzi liberty. Tutte le sensazioni piacevoli sono rapide, pochi istanti. È nel pensiero che si estendono, permangono, sorretti dalle parole che rivolgiamo a noi stessi. Da bambini era comune inventarsi un amico immaginario. Ora, da grandi,  non possiamo permetterci un riverbero interiore così preciso da farsi persona. Eppure quando una luce, un profumo, un sentire ci appaga, ci garba suggerire a noi stessi: «mi piace». Solo il racconto, la descrizione, la parola seppur nascosta, riesce a guadagnare tempo, ad estendere l’attimo. Per godere la vita, dobbiamo apprendere a farci compagnia, anche da soli.

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meno scrivo, meglio è
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7 risposte a farci compagnia

  1. poetella ha detto:

    Sì…
    Profonda verità.
    (io sto studiando…e imparo…)

    • diegod56 ha detto:

      Voi donne (ma anche gli uomini) quando indossate per esempio uno scialle, prima d’uscire vi osservate nello specchio (per esempio quello dell’ingresso) per capire se vi sta bene. Un agire giusto. Io credo che la stessa cosa facciamo con le parole, specie se scritte: prima le «proviamo» nello specchio interno, e poi usciamo.

  2. gelsobianco ha detto:

    Sì.
    Farci compagnia da soli è vitale, Diego.
    Io non ho problemi in questo senso.

    La parola può essere detta o non detta in noi stessi.
    Il potere del “non-detto” è superiore a quello del “detto” talvolta.
    Le parole scritte, quelle per farci compagnia, sono istintive e devono solo rappresentarci e piacerci.

    Altro discorso vale per le parole che verranno lette anche da altri.

    • diegod56 ha detto:

      grazie della riflessione aggiuntiva, cara GB

      • gelsobianco ha detto:

        Sai, Diego, io credo che il minimo che si possa fare per ringraziare qualcuno di un suo pensiero, lasciato sul suo blog, sia quello di ricambiare con il proprio pensiero.
        No. Io non amo i blogger che si limitano semplicemente ad un like o ad un “bello”, “profondo”, “vero” per non parlare delle esagerazioni assurde, così di moda nella rete.
        Ognuno è libero di fare quello che vuole. Certamente. Non voglio innescare una polemica. Assolutamente no.
        Io, però, ringrazio, l cercando di portare il mio piccolo contributo.
        Condividere veramente, Diego, e, non solo, lasciare qualche parola tanto per lasciarla o… per il do ut des.
        :-)
        gb

        • diegod56 ha detto:

          cara GB, io penso che ognuno partecipi come puo’; va anche considerato che ognuno ha i suoi tempi e i suoi ritmi; capita anche a me di lasciare un semplice «like» perchè non ho il tempo di argomentare oppure perchè significa effettivamente che mi piace, senza altre considerazioni; io credo che l’importante sia essere sereni e non aggresivi, ognuno col suo stile

          • gelsobianco ha detto:

            Sì, talvolta un like è giusto.
            Non sempre però.

            Chi scrive ci regala qualcosa.
            Secondo me basta condividere con poche parole, ma farlo veramente!
            Bastano due minuti.
            Con semplicità. Con verità.

            Buona serata, Diego.
            :-)
            gb

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