almeno un errore [frammento]

Se il buon Dio ha creato l’uomo, almeno un errore l’ha commesso.

[diegod56, 2013 d.C.]

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12 risposte a almeno un errore [frammento]

  1. tramedipensieri ha detto:

    Vuoi dire che il secondo è stato…creare la donna? ;)

    • diegod56 ha detto:

      veramente, cara Trame, pensavo all’uomo come specie, per cui non consideravo questo tema; a parte le battute, io sono convinto che il genere «centrale» sia quello femminile, ed anche la biologia ci spiega come il corpo femminile sia più complesso e «ricco»; del resto in tutte le ancestrali credenze c’è sempre una «grande madre», per esempio la Terra

  2. Biuso ha detto:

    Caro Diego, Nietzsche afferma che “la donna è stato il secondo errore di Dio” [Das Weib war der zweite Fehlgriff Gottes].
    (L’anticristo, Opere, vol. VI/3, § 48, p. 231).
    Mi sembra dunque che andiate d’accordo.

    • diegod56 ha detto:

      Ecco, non se ne impara mai abbastanza, non sapevo che la «battuta» appartenesse al grande Nietzsche, grazie caro Alberto. Non è da tutti avere dei buoni professori di passaggio a leggere…

  3. tramedipensieri ha detto:

    Grazie Prof. Biuso, la mia battuta è stata del tutto spontanea, nemmeno io al pari di Diego, non sapevo di questa frase di Nietzsche.

  4. Julo d. ha detto:

    Visto che un difetto è l’altra faccia di un pregio (o un pregio portato all’ennesima potenza) non potremmo invece considerare l’uomo il capolavoro di Dio?
    In altre parole: a volte basta vedere le cose da un’altra prospettiva per cambiare totalmente la valutazione

    Pace e benedizione
    Julo d.

    • diegod56 ha detto:

      Direi, Julo carissimo, che definire l’uomo il capolavoro di Dio ovviamente sottende l’esser credenti, mentre chi non è credente ovviamente «l’errore» di Dio lo enuncia solo in termini ironici. Secondo me il «fascino» dell’uomo è proprio al sua imperfezione, la sua natura irrisolta fra biologia e slancio verso un pensiero che la supera, in qualche modo; e poi la figura centrale del cristianesimo è proprio quel Gesù che si fa uomo, che invita soprattutto alla misericordia verso gli altri uomini, e quando invita a non guardare la pagliuzza negli occhi dell’altro sembra cogliere proprio questa tensione fra limitatezza e aspirazione al bene più ampio; certo, chi, come il carissimo prof. Biuso, è «greco», considera questa un’ingenuità, una non accettazione della natura umana, però chi invece è più cristiano vede in questo atteggiamento, in questa irrisolta tensione, una fecondità, un motivo di cercare la fratellanza e la pace. Direi, caro Julo, che l’uomo non puo’ essere un capolavoro, sarebbe altrimenti egli stesso Dio.

      • Julo d. ha detto:

        Forse non mi ero espresso bene, ma anch’io volevo essere un po’ ironico.
        D’accordo con te sul ‘fascino’ dell’uomo: anche per me sta nella sua limitatezza (termine che preferisco a imperfezione).

        Quanto all’ultima tua considerazione direi che, vista la patristica, il destino dell’uomo è la deificazione allora l’uomo è il capolavoro di Dio. Un capolavoro in divenire, ma sempre un capolavoro.

        Pace e benedizione
        Julo d.

  5. tramedipensieri ha detto:

    Di questi tempi, forse, è più facile vedere la faccia “dell’errore”.
    Per ora la medaglia è voltata :(

    buon domani
    .marta

  6. redpoz ha detto:

    uno solo?
    diciamo che l’uomo è un condensato degli errori di dio…

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