«Silico delle Poetesse»

Da pochi giorni sono il garzone del vecchio falegname. Una paga buona, un tipo burbero ma profondamente buono. Fatto di buon legno, diresti. Ecco suona la sua campanella, così mi chiama, una stranezza che accetto, forse usava ai tempi suoi. Mi levo dal mio sgabello, mi avvicino in silenzio, ma chiaramente predisposto agli ordini. Mi mostra un piccolo foro su una robusta asse, e uno strumento piccolo (col senno di poi una specie di bulino). «Con questo ci riesci, è fatto col Silico delle Poetesse». Silico delle Poetesse? Che materiale è? Odo di nuovo la campanella, il capo mi chiama ancora.

Ma è la sveglia, che suona, son desto, è ora di alzarsi. Che strano sogno. Come ha fatto, nell’inconscio, la mente a concepire il «Silico delle Poetesse»? Misteri dell’ippocampo (area del cervello fondamentale per il fenomeno onirico).

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meno scrivo, meglio è
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