libertà di popolo

Una delle espressioni retoriche più comuni, disseminata nelle pagine dei libri e dei trattati, è «un popolo libero». Bella espressione, come non condividerla? Sì, ma nasconde qualche problemino irrisolto. Per esempio: coloro i quali nascono dentro un popolo, dal grembo delle donne di quel popolo, sono liberi di appartenervi oppure no? E ancora: se un popolo aggredisce un altro popolo e magari lo riduce in servitù, chi è autorizzato a inibire quest’uso della libertà così brutale? C’è una libertà più generale a cui appellarsi?

Secondo me la parola «libertà» andrebbe usata con cautela, perché molti la usano come eufemismo della prepotenza. E poi ancora: un ingannato dalla propaganda è libero, ma come lo è la preda che s’accosta alla trappola fatale.

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meno scrivo, meglio è
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Una risposta a libertà di popolo

  1. redpoz ha detto:

    me lo sono chiesto anche io, soprattutto con riferimento al primo caso che citi (i nati) ed in particolare nella contrapposizione fra diritti (libertà) individuali e diritti dei popoli….

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