nella propria mappa

Dimenticare. Un verbo transitivo, ma questo non tragga in inganno. Non è possibile dimenticare volontariamente qualcosa o qualcuno. Dimenticare per forza, cercando di lacerare il tessuto delle nostre vicende, produrrà un buco ancora più irrimediabile. Tutto il mio passato, mi appartiene ed è la pasta di cui sono fatto, e il miglior modo di sgretolare, neutralizzare, i grumi del dolore trascorso, è trascriverlo nella propria mappa, quella che porti nelle tasche dei giorni. Certo, poi, è l’inclinazione al futuro, alla quale dobbiamo spalancare la finestra, perchè entri, aria, luce, ironia, gioia di essere. Anche l’ultimo giorno ha un futuro, quello in cui qualcuno troverà sulla spiaggia la bottiglia con dentro il nostro racconto, e si farà due risate, leggendoci.

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meno scrivo, meglio è
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2 risposte a nella propria mappa

  1. redpoz ha detto:

    considerazione molto interessante.
    in effetti, la volontà implica sempre in qualche modo un “oggetto”…

    proprio oggi leggevo nell’I ching l’idea che l’inconscio produca sempre effetti molto maggiori delle azioni conscie…

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