Un canto d’amore, di luce, tripudio di vita.

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Immagina di navigare con una piccola barca, approdare ad un’isola disabitata, nel mezzo d’un mare greco, udire nel vento un suono antico di flauti. Nel profumo intenso della macchia, trovare una roccia incisa di poesia. Potrebbe essere scritta ieri, o forse sono mille anni. Un canto d’amore, di luce, tripudio di vita.

Musica
Frammento d’universo, canto, luce,

estremo desiderio dell’andare,
nella tua carne d’oro si racchiude
ogni selvaggia purezza e ogni amore.
Armoniche le forme, danza sensuale,
ti basta un gesto per dar senso al mare
squillano timbri nelle mani accese
suonano melodie nella tua voce
e il tuo sorriso è musica nell’aria.

Mare
Sei luce d’accento, onda che si sfalda

ricamo della sabbia sulla bocca
dolcezza amorosa senza scampo,
colma di canto, vortice di terra,
fluire di lussuria e di sospiri.
Gettata l’àncora nel tuo vasto delta
umido affondo come uomo antico
annego nell’esplodere del bianco
sono goccia confusa col tuo mare.

Ecco la poesia di Alberto G. Biuso, una poesia senza tempo. Poesia che è, senza alcuna timidezza, un canto. Certo è poesia d’amore, di corpi pulsanti, di passione turgida e potente, ma l’autore è scultore di parole, musico del verso, e il tutto quindi si distacca dal sapore quotidiano, per incardinarsi in un tempo millenario.

Del resto è il dissolvimento dell’io intimista nella gioia/dolore d’un corpomente nel quale la vicenda amorosa assume i toni epici della gloria. C’è forse più Omero che Saffo.

Biuso è un poeta che rifiuta il rifugio intimista e vuole cantare la totalità del Cosmo. Greco, incredibilmente greco.

Sei stata canto
Sei stata canto del corpo nella Gloria

luce che arde e splende all’imbrunire
tamburo del desiderio e dell’orgasmo
forma che m’avvolge di profumi
maga potente, strega della notte, angelo.
[…]

Una piccola notazione sull’edizione: è un e-book. Come e-book è ben impaginato, piuttosto elegante, ottimizzato per una lettura a monitor non troppo disagevole. Tra l’altro la potenza della luce emerge bene dal verso adagiato sul fondo scuro. Ma sarò molto franco: questa poesia merita la carta, merita il profumo della bella fragranza di un vero libro. Io, me le stampo.

Alberto Giovanni Biuso
Un barlume di fasto
Scrimm Edizioni, 2013

Si acquista, con pochi clik, da questa pagina e c’è anche la simpatica opportunità di regalarlo ad un amica/o

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meno scrivo, meglio è
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11 risposte a Un canto d’amore, di luce, tripudio di vita.

  1. Biuso ha detto:

    Grazie per il titolo che hai dato alle tue parole posate sulle mie.
    Grazie per il “Greco”.
    Grazie per aver colto il tempo e il suo al di là.
    Un lettore come te è un dono.

    • diegod56 ha detto:

      Grazie a te Alberto. La parola «canto» l’ho usata in senso abbastanza letterale, penso che alcuni tuoi testi andrebbero musicati, con sonorità acustiche, insulari, e intonati da belle voci. Se c’è qualche musicista che ti legge, vorrei che ci provasse.

  2. Harddie ha detto:

    Il Bello è lo splendore della vera poesia. Cosa rara, malgrado il profluvio che deborda da pagine cartacee e internettiane. Teniamoci cari questi versi densi di pensiero e di musica. Non è facile trovarli, né disgiunti né insieme o allo stesso passo e battito, malgrado l’entusiasmo di tanta critica più o meno blasonata. Scrimm edizioni si presenta alla grande.

  3. Harddie ha detto:

    Caro Diego56,

    il libro di A.B. mi piace senza che una poesia, almeno per il momento, spicchi sulle altre. Ma ammetto che sono piuttosto refrattario alle nuove tecnologie, diffidenza da cui poche cose mi dissuadono, i libri della Scrimm fra questi. Non so se dire leggere o vedere, che mi sembra davvero un verbo debole, per l’arte: e la sensazione di rincantucciarsi nel solo vedere, senza il toccare la pagina, è molto forte, i sensi in lotta disorientano in una misura che mi sfugge.
    Quello che apprezzo in “Un barlume di fasto” è che si tiene lontano dal minimalismo della poesia in auge, dalla falsa modestia di chi parla delle proprie mutrie, snervati e snervanti lirismi d’accatto su un quotidiano fatto, ma chi l’avrebbe detto?, di miserie, ma anche di piccole soddisfazioni; e di rabbie, dirette al linguaggio che, manco a dirlo, è falso e bugiardo.
    Questa insofferenza non significa l’adesione, per es., al, mi sembra, nietzschianesimo, nel caso, di A.B.: sono assai lontano dal considerare Nietzsche il mio calepino, semmai, sento molto più potente, da ogni punto di vista, Kierkegaard. Ma, detto ciò, la poesia è proprio una ‘fratellanza cosmica’ che permette di apprezzare ciò che, sotto altri punti di vista, non convince né coinvolge. Quindi, grazie a Alberto Biuso per avere parlato dell’amore come realtà epico-cosmologica: grazie, come Grazia. Per averci graziato dal propinare le stentate effusioni verbali che sono il vezzo di poetesse e poetini sfiatati.
    Forse, avrei preferito o meglio, ritenuto più appropriato, come titolo, qualcosa di più palesemente in rotta con questo Spirito del Tempo contro cui Nietzsche insorgerebbe con più veemenza che mai: “Un barlume di gloria” e chi se ne frega.
    Quanto a scrivere, no, frequento pochissimo la Rete e considero il ‘navigare’ in un mare, in gran parte, inquinato da nefandezze di ogni genere, protagonismi, esibizionismi, grande sfoggio di anonimato che permette tutti gli abusi e gli agguati che non vorremmo nemmeno nella vita più o meno reale: tutto tempo sottratto allo studio vero, serio. Del resto, non so immaginare un poeta che perda tempo a rispondere a provocatori o anche a semplici disistimatori, invece di fare altro e di più utile o appunto, bello.
    No, penso che su questo e-book, che rileggerò per vedere se resiste, non al futuro, ma a un ripetuto esercizio di ammirazione, a una overdose di piacere del testo, dirò quello che potrò se potrò.
    Per questo motivo, del resto, non starò a elogiare il libro di Laura Castro e quello di Rosario Genovese: non mi va, perdonami, di mettermi alla tastiera, non la finiremmo più.
    Quanto all’e-book della Serini, lo sto leggendo: non dico nulla, nemmeno en passant, perché vorrei finire la lettura, anche se il fatto stesso che non lo legga tutto d’un fiato, come faccio di solito con i libri a presa rapida, è già un indizio preciso.
    Comunque, si tratta di libri di valore, senza dubbio. Ancora complimenti a tutti.

    N.B. Mi sono dilungato, come vedi. Ma, appunto, ho scritto tutto in una volta quello che avrei potuto diluire in più riprese: quindi, non aspettarmi troppo presto. Davvero grazie, comunque.

    • diegod56 ha detto:

      grazie davvero, per il commento, e spero che Biuso lo legga;

      una piccola nota tecnica: forse lasciando una mail i commenti non si «impigliano» nella moderazione, comunque poco male, tanto io ci sono quasi sempre

    • Biuso ha detto:

      Ringrazio Harddie per essersi soffermato non soltanto sui miei versi ma anche sugli altri libri con i quali Scrimm ha inaugurato la propria attività editoriale.
      Per quanto riguarda Nietzsche, oso dire che queste poesie sono persino avverse ad alcune sue concezioni, in particolare all’eterno ritorno dell’identico.
      Il titolo “Un barlume di fasto” è contenuto, ricorderà il lettore, in una delle composizioni. Esso è stato quindi dettato dalle poesie stesse e non il contrario.
      “L’amore come realtà epico-cosmologica” è definizione bella ed esatta, della quale ringrazio Harddie e Diego.

  4. Harddie ha detto:

    Caro Alberto,

    la poesia va al di là delle compartimentazioni o predilezioni intellettuali, anche le proprie, come dimostri essendo consapevole che sarebbe riduttivo – oltre che poco nietzscheiano – recintare la tua parola nei termini di un discorso che la precede, piuttosto che del silenzio che essa interrompe o dispiega ovvero cui dà voce.
    Certamente, il mio era un ‘suggerimento’ non richiesto, ma che si riferiva non a una scelta editoriale o a una ‘predestinazione’ inscritta nelle tue poesie, ma al senso epico-cosmologico che vi si respira.
    Io sono di formazione culturale e convinzioni che non potrebbero essere più distanti dalle tue: è pur vero che Nietzsche non mi è meno caro di altri filosofi cui devo da molto a moltissimo. Ma per le poesie che hai scritto, grazie lo devo solo a te.
    Mille di questi libri.
    Harddie.

    • diegod56 ha detto:

      grazie del bel commento, Hardle; solo una nota tecnica: se lasci una mail (che non verrà palesata) i tuoi commenti dovrebbero passare diretti senza il filtro di moderazione

    • Biuso ha detto:

      Caro Harddie,
      grazie di questo ulteriore e raffinato commento. Davvero soltanto su un silenzio maturo può crescere la parola che dice e che illumina.
      Grazie anche del bellissimo augurio.
      Mille di queste letture a tutti noi.

  5. Filippo Scuderi ha detto:

    Una volta mi hanno detto ,che per scrivere poesie si deve avere un animo nobile, io ho scritto delle poesie, mi permetto con molta umiltà di Inserirne una, ringrazio anticipatamente per questa possibilità ; VORREI UN’UTOPIA
    Io vorrei che nella vita,
    ogni uomo avesse vicino un angelo che lo svegliassi al mattino
    e che ogni donna anche lei avesse un angelo che la svegliassi al mattino
    e vorrei che ci fossero tanti uomini quanto tante donne
    e che gli angeli si incontrassero e stessero insieme per sempre
    e vorrei che quando nascesse un bambino nella stanza accanto nascesse una bambina
    e cosi via questa utopia.
    Filippo Scuderi

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