Le favole della sera.

Una serie di fiabe incardinate anche nell’attuale, ma senza forzature, scritte con garbo e misura, senza strafare.

lefavoledellasera

Un bell’esempio di tenerezza ed autoironia è nella fiaba del pandolce fatato.

Poi, come ogni anno, il profumo dei magici pani riempì la casa: pian piano ogni cosa fu dolcemente assediata dall’aroma dei fiori d’arancio, dei pinoli tostati e dell’uvetta sultanina e anche la stanza di Princy ne fu presto invasa.
Mentre la bambina dormiva tranquilla, il profumo l’avvolse come un caldo abbraccio: s’insinuò tra i capelli, baciò i suoi occhi, entrò nella sua testa e scese nel cuore….
E il cuore di Princy fiorì, e sorretta dal magico effluvio, la bimba, finalmente, aprì gli occhi. (pag. 11)

Qui si intreccia il classico motivo della principessa addormentata con i ricordi personali di Marina. Un sogno che risveglia, denso di profumi, di tenerezza domestica, di amore trasmesso con le mani, nell’impasto del dolce. L’autrice qui ci rende tutta la fisicità della sua dolcezza, la concretezza densa del suo scrivere e narrare.

Curiosa e ironica la storia del gatto informatico, che è anche una storia d’amicizia; forse la presenza del computer la rende adatta per raccontare ad un bimbo di oggi.

C’è anche una rivisitazione della storia della Principessa sul Pisello, proiettata nella sua prosecuzione, oltre il finale un po’ scontato della fiaba classica. Senza anticipare troppo, diciamo che c’è un amore intriso di botanica, un amore immerso fra piante e fiori, con lievi accenni all’immaginario dei «figli dei fiori», quel tripudio floreale che tanto era in voga quando Marina era piccola.

Martin e Pisellina, al colmo della gioia, cominciarono a ballare intorno alla pianta che, commossa da tanto amore, reagì: la gemma si schiuse e migliaia di fiori colorati scesero sui due giovani che, felici, si abbracciarono stretti stretti. (p. 19)

Non mancano i richiami ironici, in queste fiabe intessute di profondo senso morale, all’attualità, alle tematiche del nostro tempo, come nella fiaba «Riki»

Il 15 settembre, infatti, Riki, con tutta la sua famiglia, doveva recarsi al castello dell’Orco Verde, per avere il “filtro di soggiorno”, pozione amarissima, che gli permetteva di non dover tornare nel paese dei suoi genitori. Riki, infatti, benché nato in Palania, era figlio di stranieri e doveva, ogni anno, bere la pozione magica per avere il diritto di vivere dov’era nato. (p. 31)

Tenera ma non sdolcinata, divertente, fantasiosa scrittura. L’autrice mette molto di sè, di quell’impasto fra concretezza e dolcezza che caratterizza, mi permetto, la sua persona.

Qualche critica alla realizzazione dell’e-book non posso evitarla: le foto della fotografa e regista Cinzia Bassani sono troppo piccole, vista la grande qualità di questa artista avrebbero meritato la pagina piena. Il font di tipo arial in cui son scritte le pagine è un po’ sciatto. Peccati veniali, comunque.

Per chi volesse acquistarlo:

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788891114945/Le_favole_della_sera/Garaventa_Marina.html

… e se avete dei bambini, in effetti puo’ essere utile risorsa al dolce ma «duro» intento serale di farli addormentare, con una di queste belle storie.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
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2 risposte a Le favole della sera.

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