Lucca, belle gambe, profilo delle torri

Belle gambe tornite, toniche, che incedono allegre e ritmate. Folata d’aria svelta, profumata, s’insinua nelle stradine del centro. La brezza serale increspa il vestito che si rimodella sui fianchi. Anche la tenerezza del tessuto a piccoli fiori, vibra sugli accordi della sensualità, quella dell’oggi e quella dei ricordi. Il percorso sulle mura, sotto una mezza luna lucente, offre il profilo delle torri, delle chiese, un cuore urbano antico intriso d’arte, storia, bellezza. La bellezza dei secoli vibra in armonia con la bellezza dell’adesso, dell’incipiente estate, dei fiori di giovinezza sbocciati quest’anno. Sfrontati, incerti, intensi per chi li vive, ma anche per chi ricorda. Quanti anni ha visto una città? È strano come la bellezza sia sempre la stessa, stratificata nell’arte, nei palazzi, nei dipinti, e sempre nuova, in belle gambe tornite, che incedono allegre e ritmate.

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meno scrivo, meglio è
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9 risposte a Lucca, belle gambe, profilo delle torri

  1. Non a caso, patria di Puccini!

    • diegod56 ha detto:

      Marina carissima, certo la sensualità e l’arte sono intrecciate al massimo grado nel Maestro lucchese. Ovviamente la casa di Puccini è meta di visitatori e autentici fans tutto l’anno. Io ho visitato due volte la bellissima residenza di Torre del Lago.
      Giustamente a Lucca di Puccini se ne fanno un gran vanto!

  2. poetella ha detto:

    Ah! Lucca!
    Lucca…le mura, palazzo Guinigi…Ilaria del Carretto!
    Lucca e Palazzo Pfanner…Lucca e le chiese, le stradine, il paesaggio attorno dall’alto delle torri…
    Le ville in campagna!
    Lucca e Puccini…

    Ah, Lucca!
    indimenticabile!

  3. Prof. Woland ha detto:

    Caro Diego,
    a proposito di suggestioni. Qualche settimana fa mi trovavo a camminare in una stradina del centro qui a Firenze. Erano le cinque del pomeriggio e scendeva una pioggerellina fitta fitta. Pochi e frettolosi i passanti. D’improvviso mi sono sentito un personaggio dei Promessi sposi: ho avvertito un’acre odore di malattia ed escrementi, ho sentito un lugubre scampanellare.Ho volto lo sguardo intorno intuendo il sopraggiungere del carro dei monatti col suo triste carico, ho scrutato ogni piccolo uscio. “Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna…” m’aspettavo di incontrarla ma era una giovanissima ragazza in hot pants e smartfhone all’orecchio la figura che mi veniva incontro e il sogno è evaporato…

    • diego ha detto:

      Una Firenze cupa, caro Prof. W., fuori dalla retorica da guida turistica. Però è vero che in certe città il passato, i secoli, stanno in agguato per affiorare improvvisi, come se il tempo si fosse fermato. Grazie del racconto, Prof. W.

  4. che bel modo di parlare di città ;)

    • diegod56 ha detto:

      io penso, caro allegria, che le città siano un espediente «facile» per evocare atmosfera, non a caso a volte ai bar, gli alberghi, gli stabilimenti balneari, si dà un nome di città

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