Nous sommes nés avec la musique.

Ne abbiamo già ragionato assieme, su certe esperienze aurorali della vita. Ora mi permetto di sottoporre un riscontro a queste riflessioni (e ringrazio il musicista Marco Andriotti per la segnalazione).

La madre investe il feto con rumori endogeni che rappresentano il “basso continuo” dell’utero. Si tratta di rumori di fondo, come il battito cardiaco, le vibrazioni del liquido amniotico, del flusso ematico, dei gorgoglii intestinali, le sonorità connesse al volume d’aria inspirata ed espirata, il movimento ondulatorio del diaframma: sono onde sonore con frequenze che arrivano fino ai 700 Hz e con una somma totale di rumori interni di circa 30 dB.

[…] I risultati delle ricerche compiute sulla sensorialità fetale, mostrano che il bambino conserva una “memoria” del vissuto prenatale. Il vissuto prenatale si costruisce dunque nel suono materno, la cui connotazione emotiva viene percepita come essenziale nel proseguimento della vita.

Ritiene inoltre, chi propone la musicoterapia prenatale, che un ascolto musicale così radicalmente precoce abbia importanti affetti benefici:

[…] Questi bambini presentano una facilità nell’ascoltare, nel soffermarsi a pensare, nell’improvvisare canzoncine, nell’essere intonati (già verso i due anni), nel percepire le cadenze linguistiche con immediatezza, nel vivere lo spazio sensomotorio  in modo immediato e precoce (senza ansie e paure), nel relazionarsi spontaneamente con gli altri, nell’essere socievoli, sensibili, dinamici e autonomi.

(citazioni tratte da: Paola U. Citterio, L’orchestra sinfonica fetale su Scienza e conoscenza, dicembre 2012, pag. 20-21)

A mio avviso (non solo mio, ovviamente) la musica è un accadimento umano fra i più affascinanti. Non è esclusivamente umana la sensibilità alla musica, però è indiscutibile come la nostra specie abbia offerto nella musica il meglio delle sue qualità. Mi lascia sempre affascinato, della musica, questo suo essere nel contempo rigore e creazione. È una disciplina anche difficile, che richiede a chi vi dedica l’esistenza uno sforzo quasi innaturale, che però sfocia in traboccante gioia, inspiegabile pienezza, vibrante coinvolgimento oltre il razionale.

Allora è ben possibile che la forza della musica derivi dal suo essere aurorale, dalla sua storia innestata in noi prima della costituzione della nostra persona, non come una entità assorbita, ma costituente la nostra essenza. Nous sommes nés avec la musique.

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meno scrivo, meglio è
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6 risposte a Nous sommes nés avec la musique.

    • diegod56 ha detto:

      Chi nasce in un grande famiglia di musicisti, ovviamente, rappresenta la condizione ottimale per questo rapporto così precoce ed intimo con la musica.
      Difatti, cara Princy, sia nel tuo libro che nel film, la musica non è solo una colonna sonora, ma è proprio una protagonista, un «socio fondatore».

  1. tramedipensieri ha detto:

    Auguriamoci un anno pieno di musica!
    ciao
    .marta

    • diegod56 ha detto:

      La penso forse al rovescio: auguriamoci un anno privo di cattiva musica dozzinale, per far spazio ad un equilibrato alternarsi di buona musica e, indispensabile, buon silenzio.
      Comunque, ti ricambio l’augurio di buona musica, cara Trame.

  2. nuvola ha detto:

    “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.”
    (Johann Sebastian Bach)
    Qui silenzio sta per “vuoto” secondo me.

    Bel post il tuo!

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