Impastare con calma

La capacità di raccontare eventi, di descrivere entità circoscritte oppure ampie e per questo più difficili, è forse l’unica vera particolarità dell’homo sapiens sapiens.

Il linguaggio mentre parla cerca di fermare un flusso inarrestabile. Le parole sono sempre rivolte alla cattura di un Proteo che continuamente sfugge.
(Vita Pensata n. 16, Identità e Differenza)

Raccontare, descrivere, svelare. Questo permette l’uso delle parole, delle frasi, delle pagine scritte.
È pur vero, però, che il racconto non è mera registrazione di accadimenti, ma è sempre un attingere complesso. Alla farina degli eventi si aggiunge il buon lievito del pensiero, del desiderio, dell’esperienza soggettiva, e la focaccia che ne esce, è più o meno buona. Il metodo e gli ingredienti usati con saggezza faranno la differenza.
Forse il problema del linguaggio, in questi tempi del flusso senza attrito sul web, è l’eccesso, la lievitazione istantanea.
Impastare con calma, cioè pensare, e poi, solo se è il caso, scrivere. Così viene buona la focaccia.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
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