la solitudine dell’anima

con piacere, accogliamo il contributo dell’amico graziano della libreria “contrappunto„

Un libro che consiglio di leggere questo mese è “La solitudine dell’anima” di Eugenio Borgna, pubblicato da Feltrinelli nella collana “Campi del sapere”; l’autore è primario di Psichiatria all’Ospedale Maggiore di Novara e docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano.

In questo suo ultimo saggio Borgna profila un percorso intorno ad una delle condizioni dell’uomo più complesse e tutt’oggi ricche di interpretazioni: la solitudine. Diverse sono infatti le forme e i linguaggi di quella dimensione interiore che può catturare l’essere umano esperienze nel mondo: la solitudine può essere interiore – dell’anima -, e creatrice, quando sospende le energie dell’uomo che si rivolge a se stesso attraverso un’introspezione meditativa oppure tramite linguaggi artistici; la solitudine può essere dolorosa, isolandolo dal resto del mondo, e patologica, quando si genera dalla malattia somatica e psichica. Con stile elegante e mai accademico Borgna ci affascina lungo i sentieri della speculazione mistica e della sofferenza, attraverso esempi telogici e filosofici – quello di Madre Teresa di Calcutta e sant’Agostino -, oppure di letterati e personali, quello dei grandi poeti del panorama europeo (Leopardi, Rilke, Dickinson ) e quello di alcune sue pazienti afflitte da nevrosi più o meno acute o da psicosi e dolorose invalidanti.
Quello che risulta essere un leitmotiv che lega le forme della solitudine resta l’interruzione del rapporto tra il soggetto, colui che si sente per sua scelta isolato – l’intellettuale, il mistico – e l’altro, oppure di chi vive distante, ovvero separato dagli altri – il malato cronico e il paziente -, come individuo emarginato e disperatamente solo, relegato nella gabbia della sofferenza. Spesso ignorata la vita interiore in questo cammino contemporaneo veloce e superficiale, quando viene sollecitata dall’anima solitaria a ricerche profonde di carattere spirituale o da percorsi artistici, travolge l’uomo conducendolo verso vette alte e sublimi di espressione e speculative, obiettivi umanamente esemplari per chi spera in dimensioni ultraterrene e chi si illude perseguendo viatici creativi che possano riscattarlo dal male di vivere. Per colui che si trova invece rinchiuso in una terribile condizione di solitudine causata da gravi malattie somatiche, come il tumore, o psichiche, quali la schizofrenia, non restano che una sofferenza profondissima e faticose cure e terapie capaci di riavvicinarlo alla salute e alla vita normale degli altri, per tornare ad essere nel mondo con gli altri. Il linguaggio del silenzio, oltre a quello delle parole e del corpo, rappresenta il ponte prezioso che si instaura in questi casi tra il medico e il malato di solitudine, non più momentaneamente capace di dialogare con ciò che è altro-da-lui; ecco perché Borgna raccomanda alla psichiatria moderna sempre più competenza e propensione all’ascolto.
Buona lettura.
Un libro che consiglio di leggere questo mese è “La solitudine dell’anima” di Eugenio Borgna, pubblicato da Feltrinelli nella collana “Campi del sapere”; l’autore è primario di Psichiatria all’Ospedale Maggiore di Novara e docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano. In questo suo ultimo saggio Borgna profila un percorso intorno ad una delle condizioni dell’uomo più complesse e tutt’oggi ricche di interpretazioni: la solitudine. Diverse sono infatti le forme e i linguaggi di quella dimensione interiore che può catturare l’essere umano esperienze nel mondo: la solitudine può essere interiore – dell’anima -, e creatrice, quando sospende le energie dell’uomo che si rivolge a se stesso attraverso un’introspezione meditativa oppure tramite linguaggi artistici; la solitudine può essere dolorosa, isolandolo dal resto del mondo, e patologica, quando si genera dalla malattia somatica e psichica. Con stile elegante e mai accademico Borgna ci affascina lungo i sentieri della speculazione mistica e della sofferenza, attraverso esempi telogici e filosofici – quello di Madre Teresa di Calcutta e sant’Agostino -, oppure di letterati e personali, quello dei grandi poeti del panorama europeo (Leopardi, Rilke, Dickinson ) e quello di alcune sue pazienti afflitte da nevrosi più o meno acute o da psicosi e dolorose invalidanti. Quello che risulta essere un leitmotiv che lega le forme della solitudine resta l’interruzione del rapporto tra il soggetto, colui che si sente per sua scelta isolato – l’intellettuale, il mistico – e l’altro, oppure di chi vive distante, ovvero separato dagli altri – il malato cronico e il paziente -, come individuo emarginato e disperatamente solo, relegato nella gabbia della sofferenza. Spesso ignorata la vita interiore in questo cammino contemporaneo veloce e superficiale, quando viene sollecitata dall’anima solitaria a ricerche profonde di carattere spirituale o da percorsi artistici, travolge l’uomo conducendolo verso vette alte e sublimi di espressione e speculative, obiettivi umanamente esemplari per chi spera in dimensioni ultraterrene e chi si illude perseguendo viatici creativi che possano riscattarlo dal male di vivere. Per colui che si trova invece rinchiuso in una terribile condizione di solitudine causata da gravi malattie somatiche, come il tumore, o psichiche, quali la schizofrenia, non restano che una sofferenza profondissima e faticose cure e terapie capaci di riavvicinarlo alla salute e alla vita normale degli altri, per tornare ad essere nel mondo con gli altri. Il linguaggio del silenzio, oltre a quello delle parole e del corpo, rappresenta il ponte prezioso che si instaura in questi casi tra il medico e il malato di solitudine, non più momentaneamente capace di dialogare con ciò che è altro-da-lui; ecco perché Borgna raccomanda alla psichiatria moderna sempre più competenza e propensione all’ascolto. Buona lettura.

Informazioni su diegod56

meno scrivo, meglio è
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6 risposte a la solitudine dell’anima

  1. Sara ha detto:

    E’da un bel po’che non vado al Contrappunto, ora che ci penso, è da tanto che non vado alla presentazione di un libro, accipicchia! sarò diventando un italiano medio…
    Sara

    • diegod56 ha detto:

      è una buona libreria, anche perchè non è emanazione di una catena editoriale

      ogni mese con l’amico graziano facciamo uno di questi video artigianali, se ti garba, vienli a vedere e magari scrivi come ti sembrano, ciao e grazie

  2. Sara ha detto:

    C’è modo di vedere un calendario degli appuntamenti?
    Sara

    • diegod56 ha detto:

      ma no cara sara, non sono appuntamenti dentro la libreria col pubblico, sono video che io giro insieme a questo mio amico; nascono «proprio» per questo blog e per quello http://www.peve.it. difatti alcuni non son girati dentro la libreria, ma in giro

      comunque, son cosette artigianali, senza pretese, davvero

  3. Sara ha detto:

    Ho capito! bellissimo anche il sito che mi hai segnalato!
    A presto!

    sara

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