Il cortile, solitamente vuoto (i bambini nel nostro vecchio mondo sono pochi e quei pochi non giocano più in cortile) s’è affollato di colpo.
Poi i volti spaventati si allargano in sorrisi compiaciuti, vedendo la paura anche negli altri, come se il fardello, distribuito bene, fosse meno pesante. Sensazione inconfessata sotterranea d’euforia. Per qualche istante le distanze di rango, d’età, di benessere, si cancellano: siamo un gruppo di corpi in fuga. Per un momento, tutte le complicazioni della ragnatela sociale stanno sospese. Una, seppur piccola, massa umana, frutto del terremoto.
È molto vero che una minaccia collettiva, impietosa, irriguardosa d’ogni regola, contribuisce all’aggregarsi, a quella condizione primordiale. È ricordo (neanche troppo sopito) del branco in fuga, che protegge proprio per quell’essere tutti insieme, potenziali vittime.
Basta poco, a ritrovare quel che eravamo, o forse quel che siamo. Per ragionare di questi fenomeni, una buona lettura è Massa e Potere, di Elias Canetti. Spero di ritornare a scriverne.
28 gennaio 2012 alle 13:23 |
Caro Diego,
nel giorno della memoria anche la terra ha tremato…
28 gennaio 2012 alle 14:31 |
io mi sono spaventato assai, caro prof. w.
il giorno della memoria, in effetti, avrebbe meritato un accenno anche nel mio artigianale blog, ma ero davvero affaccendato, e due righe buttate giù senza cura non mi avrebbero soddisfatto, mentre ho trovato ben calibrato il richiamo a quasimodo
28 gennaio 2012 alle 21:01 |
E io spero di leggerti. Il terremoto però me lo sono perso perché non ero a SP.
29 gennaio 2012 alle 12:40 |
in effetti ti sei risparmiata un bello spavento cara sara (a sarzana pare sia stato anche più forte); la mia inutile vanità filosofico letteraria ha fatto sì che io abbia ricamato questo post, ma le sensazioni del momento erano ben più primordiali…
8 febbraio 2012 alle 15:45 |
Elias Canetti è un grande! Volevo dirtelo già. Ho letto tanti anni fa Auto da fé e mi era piaciuto molto, poi ho cercato di leggere un altro lavoro in tedesco ma era davvero troppo difficile (non conosco la lingua così bene).
Quanto al terremoto, qui a Milano almeno, stavo appesa sulla scala di una libreria e ho avuto un unico e solo pensiero: e se cade quella dove sta passando sotto Lili? Sono quasi caduta per scendere al volo e cacciare Lilina da sotto.
Al più presto voglio fissarla al muro, è enorme e la vedevo oscillare pericolosamente – con Lili che la guardava a testa in su (e io dalla scala!), come se non capisse.. Mi guardava e guardava la cosa enorme che oscillava dal muro, come se non capisse e comunque io potessi salvarla da tutto (fa la stessa cosa dal veterinario, che teme in modo folle).
Insomma, è stata quella la mia unica paura. Su di me sono o incosciente o fatalista, non so. Sono scampata a diversi terremoti molto più forti (in Italia, in India e in Pakistan), sono scampata all’incendio del palazzo dove abitavo in Usa, passando la prima notte fuori notte all’addiaccio con la micia terrorizzata nella gabbietta, sempre ho visto gli animali temere le calamità naturali. Lili mi guardava fiduciosa e guardava da sotto la libreria che si staccava dal muro… Mi ha fatto davvero paura!
8 febbraio 2012 alle 16:12 |
in effetti, carissima, non faccio altro che ricevere commenti entusiasti su canetti, che non conoscevo (salvo quella lettura di «massa e potere»)
lili non solo ti vuole bene, ma anche percepisce quel forte senso di protezione che promani nei suoi confronti, e tu queste cose di come loro «capiscono» profondamente le sai
per le calamità ho la sensazione che tu sia indistruttibile, o almeno così amo pensare
in effetti il nick sujaata è diverso dal solito, probabilmente di sei loggata da qualche computer dell’università, cara e.
8 febbraio 2012 alle 17:08 |
Sì sono io ed ero all’università! (come fai a saperlo?)
E sì, io proteggo Lili, ma non sai quanto mi protegge lei.:) E’ molto molto più brava di me, pensa che un paio di volte che mi ero addormentata leggendo al parco, questa estate, ha cominciato ad abbaiare quando si sono avvicinati due brutti ceffi. Così mi ha svegliato e sono fuggita via a gambe levate. Poi ho saputo che uno deruba e molesta tutte le persone sole al parco (e l’altro mi sembrava anche peggio).
Invece se uno passa anche vicinissimo ma è innocuo lei non abbaia mai..:)
8 febbraio 2012 alle 18:04 |
«Sì sono io ed ero all’università! (come fai a saperlo?)»
di solito, cara e., capita quando ti logghi (che verbo orrendo) dall’università di avere nick strani, magari di qualcun altro che non si è tolto da wordpress
loro (gli amici a 4 zampe) capiscono molto delle intenzioni, forse la cattiveria ha un odore specifico, chissà
8 febbraio 2012 alle 18:39 |
sì, lo ha. Lo sento spesso..