il vero problema [frammento]

Non è vero che le cose ci sono oscure. Il vero problema è che ci sono fin troppo chiare.
(diego, appunti, 1990)

7 Risposte a “il vero problema [frammento]”

  1. Prof. Woland Dice:

    Caro Diego,
    credo che nel 1990 (22 anni fa) lei fosse molto ottimista nel suo pessimismo.

    • diegod56 Dice:

      caro prof. W., ho ritrovato sotto un cumulo di carta, nel mio laboratorio, un vecchio quaderno di appunti che scrissi nel ’90, sfogliandolo ho trovato alcune annotazioni e questa mi è piaciuta

      non mi ricordo però il contesto nel quale la scrissi, forse non mi riferivo a questioni scientifiche o epistemologiche ma a questioni psicologiche e soggettive, chissà

      è un frammento, tratto dalle macerie della mia innata tendenza all’oblìo

  2. Orientalia Dice:

    Io concordo. E talvolta preferisco una nebulosa ignoranza..

    • diego Dice:

      carissima e., correva l’anno 1990, ero papà da due anni, non mi ricordo assolutamente perchè scrissi la frase, ma fu senz’altro in quel senso che hai inteso tu, cioè che spesso è molto meglio non rendersi conto, diciamo essere un po’ ingenui, anche

  3. Prof. Woland Dice:

    Cari amici,
    lasciatemi dire, socraticamente, che non corriamo mai il rischio di non vivere in una “nebulosa ignoranza”.

    • diego Dice:

      questa bella considerazione socratica, caro prof. w., è giusta; ma io penso che valga come considerazione di fondo, come prospettiva generale, ma a volte, specie ad esempio nelle vicende umane concrete, esistono illusioni e disillusioni; quante volte una persona la riteniamo amica e poi si rivela ingannatrice? quante volte l’oste ci rifila dell’ottimo vino, e ci pare tale, nell’atmosfera della serata amichevole, mentre invece è dozzinale bevanda da discount versata nella brocca?
      insomma, come da bambini, era meglio credere che esiste babbo natale, che sapere la verità;
      senza illusioni ed entusiasmi esagerati la vita non ce la fa a camminare, forse

  4. Prof. Woland Dice:

    Caro Diego,
    siamo perfettamente d’accordo. Con la mia osservazione volevo solo ironicamente porre l’enfasi sul fatto che non c’è alcun bisogno di desiderare la beata ignoranza: è lo standard della nostra vita. Nelle favole credono, infatti, o meglio crediamo ancora tutti…mi consenta di non approfondire oltre.

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