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This entry was posted on 18 dicembre 2010 at 14:41 and is filed under Uncategorized. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi saltare alla fine e lasciare una risposta. Non è al momento consentito il ping.
22 dicembre 2010 alle 18:12 |
Caro Diego, è la prima volta che un mio libro riceve una videorecensione :-)
La ringrazio molto di ciò che dice e dell’attenzione con la quale ha letto il volume.
22 dicembre 2010 alle 18:31 |
una cosa proprio “fatta in casa”, il volume avrebbe meritato ben altro, comunque lo prenda come l’omaggio d’un lettore non professionista; ci tenevo che il piccolo entourage dei miei amici e lettori lo conoscessero
22 dicembre 2010 alle 18:47 |
Lei ha ben compreso questo libro, a cominciare dal fatto che la filosofia deve cercare di parlare a ogni umano -che sia o no professionista della teoresi- senza perdere il proprio rigore e anzi facendo di esso un dono per chi legge.
Anche di questo la ringrazio.
22 dicembre 2010 alle 19:39 |
Troppo gentile, davvero.
A proposito delle videorecensioni, in effetti il video è un mezzo di comunicazione molto potente ancora poco esplorato dai filosofi, anche se alcune “star”, come cacciari, bodei ed altri appaiono abbastanza spesso
certamente un video non ha le stesse possibilità di un testo scritto, perchè la lettura di un intero corposo libro porterebbe a video decisamente lunghi, difficili da realizzare con mezzi artigianali, e per esempio le note sono impossibili da gestire, e lo spettatore del video non può sottolineare il testo
però è pur vero che, le lezioni all’università o anche le conferenze, si basano sulla viva voce, sul gesto, e, almeno a quel che scrive l’amico scuderi, le sue lezioni sono un’esperienza che i suoi studenti, caro prof., amano assai
chissà se oggi socrate, dubbioso sulla scrittura, non direbbe a platone:
figliolo, non scrivere, agguanta la videocamera, che sto parlando!
battute a parte, la parola scritta crea più fondamento, ma quella parlata ha anch’essa la sua forza
23 dicembre 2010 alle 11:44 |
Caro Diego,
mi associo ai complimenti di Alberto. La sua recensione mi è piaciuta molto. Concordo anche con la sua successiva riflessione, anche se devo dire che l’oralità non ha in quest’epoca più nulla di greco, neanche quando se lo propone. Un risultato a cui ci ha condotto la tecnica. Sì, ben venga il maestro che si propone ai molti con la parola non scritta, ma i molti devono andare dal maestro scegliendo di farlo oppure cercarlo nella parola scritta. Insomma, è necessario l’impegno, oltre che la fatica del concetto.
Un caro saluto,
Giusy Randazzo
23 dicembre 2010 alle 12:26 |
grazie davvero dell’apprezzamento;
molto interessante la questione sull’oralità nell’oggi, e sulla differenza incolmabile rispetto al tempo dei greci
un filosofo, dunque, è oggi soprattutto un filosofo “nel testo”? senz’altro è così, ma ci vorrei tornare su questo punto (magari quando il tormento lavorativo d’un grafico sotto natale allenterà la sua morsa…)