Nonostante si scrivano e si stampino tanti, ma tanti, libri, poi t’accorgi che i greci avevano più o meno già scritto tutto. Nel mio percorso di letture, tortuoso e senza meta, eccomi ancora Sofocle, Le Trachinie.
La vicenda di Deianira, della veste mortale intinta nel sangue del centauro Nesso, è abbastanza conosciuta. Ma fra le tante perle di questa tragedia, mi sono rimasti impressi questi versi:
Ed oramai siamo due donne
sotto ad una sola coltre, in attesa dell’amplesso.
Oh! Questo Eracle a me – che lo chiamai fedele e buono –
questo mi mandava in cambio delle mie lunghe cure per la casa.
Ma non so adirarmi con lui, malato tanto di questo male:
solo dimmi come una donna potrebbe mai
dividere con questa la sua casa,
ed avere in comune con questa,
la vita di sposa?
Vedo una gioventù che sale ancora
ed una che dilegua: l’occhio dell’uomo ama quel fiore,
e coglierlo veloce;
non si cura d’altro, ed il passo si allontana.
Questa cosa scritta intorno al 420 a.c. esprime con una freschezza stupefacente i sentimenti femminili. È la sposa non più giovane, e soffre perchè il suo sposo è preso dalla passione per un’altra, per una fresca ragazza. Questi sentimenti sono eterni, ed attuali.
Cosa spinge schiere di donne benestanti sotto il bisturi della chirurgia estetica? In gran parte è un desiderio di fermare il tempo, che invoglia al bisturi ed altre costose manipolazioni. Desiderio che s’accompagna, immagino, al timore di non esser più amate e desiderate.
Poi c’è tutta l’offerta d’unguenti mirabolanti, che cancellano le rughe meglio di photoshop (software di fotoritocco, spieghiamo ai non grafici…).
E infine Deianira tenta l’ultima carta: il prodigioso sangue del Centauro, una magia pericolosa, che porterà infatti alla sventura irrimediabile. Ma anche oggi, a quanto sembra, non sono poche le donne che si rivolgono a maghi e magìe per il proprio irrealizzabile scopo.
La giovinezza che volge al tramonto è un potentissimo alleato del marketing, che sfrutta senza pietà l’umana debolezza.
E quando poi una si è finalmente rassegnata del tutto alla vecchiaia, arriva comunque la réclame del kukident.
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Per chi proprio non ha voglia di consultare wikipedia, riassumo alla buona il racconto mitico della camicia di Nesso.
Accadde che Ercole con la moglie Deianira, dovette attraversare il fiume Eveno. Il centauro Nesso traghettava le persone sul fiume e così prese in groppa Deianira. Ma, ad un certo punto, provò ad abusare di lei e Eracle, prontamente, lo uccise con una freccia intinta nel veleno. Morente, il centauro convinse Deianira a raccogliere il sangue della sua ferita e a conservarlo, perchè se il suo sposo avesse indossato una veste intrisa con quello, non avrebbe mai amato un’altra donna. Dopo alcuni anni, Deianira tentò il sortilegio: avendo saputo che Ercole tornava alla sua casa con la bella Iole, gli fece portare la veste come regalo. Appena indossata la veste uccise Eracle fra i tormenti, e la vendetta del centauro si realizzò, come anche la profezia che non sarebbe stato ucciso da mano di persona viva. Ancora oggi si usa dire camicia di Nesso, per un qualcosa che costringe e distrugge inesorabilmente.
22 ottobre 2010 alle 20:09 |
sei proprio eccezionale nel video!
22 ottobre 2010 alle 21:10 |
ma no pinu, è solo un piccolo divertimento…
26 ottobre 2010 alle 09:14 |
intendo dire che sei forte! ho messo il link al tuo blog nel mio blog e ho messo il link nel mio “portale” o portone del sito delle fiabe.
Dato che mi hanno seccato il forum, allora mi sono buttata sul blog :)
26 ottobre 2010 alle 10:59 |
grazie pinuccia, un caro saluto
26 ottobre 2010 alle 21:42 |
ciao diego, mi ero sconnessa poi non riuscivo più a connettermi.
30 ottobre 2010 alle 21:08 |
eccezionale, eccezionale!:)
31 ottobre 2010 alle 20:45 |
cara enrica, anche tu come l’amica pinuccia, sopravvaluti non poco
grazie comunque